Egitto, allerta massima anche in Italia. Gentiloni: «Noi nel mirino»

Sale a nove, di cui due gravi, il numero dei feriti nell’attentato al consolato italiano al Cairo, davanti al quale nella mattinata è stato fatto esplodere un ordigno collocato sotto un’auto. Resta confermato invece un solo morto. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha spiegato, in una conferenza stampa alla Farnesina, che non c’è alcun dubbio che si tratta di «un attacco diretto all’Italia» e ha sottolineato che siamo di fronte a un «contesto di sfida terroristica molto seria, alla quale risponderemo con fermezza e senza allarmismi».

L’analisi degli 007 italiani

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invitando tra l’altro «l’Ue e la comunità internazionale ad assumere iniziative efficaci e tempestive» contro il terrorismo. Il Capo dello Stato ha puntato l’attenzione soprattutto sull’Egitto e su «ogni altro Paese oggetto di tentativi di destabilizzazione». «Saremo al loro fianco», ha detto Mattarella. Si legge, nelle parole del capo dello Stato, l’interpretazione dell’attentato arrivata dalla nostra intelligence, che ha parlato di un attentato dimostrativo, un «avvertimento» all’Italia in quanto alleata del presidente Al Sisi. Secondo gli 007 italiani, infatti, la bomba non ha avuto modalità stragiste.

Una strage mancata: nel consolato c’è la scuola

Dunque, in assenza di una rivendicazione, l’intelligence italiana pensa a un attentato in chiave “interna” ovvero realizzato da una delle fazioni che si oppongono al presidente egiziano. Certo è che, se fosse avvenuta in un altro giorno, l’esplosione della bomba si sarebbe trasformata nella peggiore delle carneficine: il consolato, oltre alla società Dante Alighieri, ospita anche la scuola italiana Leonardo Da Vinci, le cui aule sono al primo e al secondo piano. «Al primo c’è la scuola elementare, insieme con la scuola materna, al secondo abbiamo la scuola media e il liceo scientifico e per fortuna oggi, sabato, la scuola non funziona, altrimenti – ha spiegato la preside Emira Pizzuto – avrebbe potuto essere una vera tragedia».

Massimo livello di allerta anche in Italia

Nessuno esclude comunque la possibilità che dietro la bomba possa esserci la mano dell’Isis. Le misure di sicurezza per l’Italia e gli italiani sono state innalzate non solo in Egitto, ma anche sul nostro territorio nazionale. Il livello di allerta è stato aumentato per tutti gli obiettivi considerati sensibili. Per quanto riguarda Il Cairo e l’Egitto, poi, Gentiloni ha fatto sapere che «stiamo concordando diverse misure di sicurezza per la presenza italiana, che oltre al consolato al Cairo comprende anche l’Ambasciata e l’Istituto italiano di cultura». Mentre il ministro ha chiarito che le precauzioni da adottare per chi viaggia, indicate dalla Farnesina, restano sostanzialmente invariate, in quanto «il nostro sito contiene già delle informazioni molto precise sull’Egitto, che non cambiano alla luce di quello che è successo oggi perché purtroppo gli attentati, anche più gravi, nella capitale egiziana ci sono stati da tempo».