Merkel e Lagarde, sfida tra le “lady di ferro” sul debito greco

A un passo dall’accordo che dovrebbe evitare il disastro in Grecia, a minare gli equilibri è il conflitto fra le due “dame”: la direttrice del Fmi Christine Lagarde, che chiede un taglio del debito, e la cancelliera tedesca Angela Merkel, contraria. E dietro un duello, che si è inasprito proprio in questi giorni, stando allo Spiegel on line, potrebbe esserci la mano del “sabotatore’” Wolfgang Schaeuble. Se proprio Berlino tiene alla permanenza del fondo al tavolo del negoziato, sul nodo del debito greco c’è dissenso da tempo. Si tratta di un punto cruciale della trattativa, su cui punta tutto Alexis Tsipras. Ma Merkel ha escluso un “classico haircut”: violerebbe il trattato. La posizione è stata ribaditadal suo portavoce: “Una cancellazione del debito porterebbe a un cambiamento di qualità nell’Unione e la Germania non è d’accordo”, ha spiegato Steffen Seibert. Questa nettezza, necessaria come sempre anche per ottenere il consenso del gruppo parlamentare nel Bundestag e dettata da Schaeuble, complica molto il rapporto con il Fondo.

Lagarde è infatti disposta ad andare avanti al tavolo con Atene soltanto se si procederà a un taglio del debito: definito “necessario” alla luce dell’insostenibilità dei debiti della Grecia. La pubblicazione di questo parere ha spiazzato chi come la cancelliera era per una soluzione più morbida nel prossimo autunno. E secondo Spiegel, diversi interlocutori europei riterrebbero che a suggerire alla direttrice del Fondo di mettere nero su bianco una posizione finora taciuta, sarebbe stato lo stesso Schaeuble, che vorrebbe così “sabotare” il salvataggio greco: essendo convinto che per il bene dell’eurozona sia meglio procedere a una Grexit. Che questo sia accaduto oppure no, aggiunge Spiegel, non è rilevante: già il solo sospetto sulla presunta mossa del ministro “fa capire con che fiducia gli uni per gli altri” vadano avanti “i creditori”. Il magazine on line prova comunque a fare un passo avanti. Per non perdere la consulenza del Fmi si potrebbe accettarne, nel prossimo negoziato, la consulenza teorica, rinunciando alle sue risorse. Ma un punto di incontro si potrebbe ancora trovare, su una ristrutturazione del debito. E del resto proprio la formulazione di Frau Merkel ha lasciato spazio alle domande su cosa si possa intendere nello spazio lasciato a un haircut ‘non classico’. È noto che la cancelliera non disdegni la soluzione di un riprofaling, fra qualche mese. E a Berlino si è tentato oggi di misurare quale fosse l’ampiezza effettiva dello spiraglio aperto ieri a Francoforte dallo stesso Schaeuble su eventuali misure di alleggerimento del debito. Dal portavoce è arrivato però un altro mezzo passo indietro in mattinata: laddove si citano “ristrutturazioni o ri-profiling o cose del genere”, ci sono “diverse intenzioni”, ha detto, “e se l’intenzione dovesse essere quella di ridurre in modo significativo il valore di mercato dei debiti e si arrivasse quindi a una perdita del vero valore, anche queste misure rientrerebbero nella definizione di taglio del debito”. Bandito. Ad ogni modo, anche se diversamente da Parigi il governo tedesco non ha preso alcuna posizione sulle proposte avanzate da Atene, in Germania ci si sta preparando anche al voto del Bundestag: i parlamentari, tutti in vacanza, potrebbero essere richiamati la settimana prossima. Per votare mercoledì l’autorizzazione a trattare e venerdì l’accordo.