Dopo il furto, la beffa: a Roma c’è anche la stangata sullo scooter rubato

Vi hanno rubato lo scooter? Una pessima notizia. Ma potrebbe arrivarvene anche una peggiore: ve lo hanno ritrovato. Nel primo caso ve la fate a piedi, nel secondo caso dovete procedere a passo di portafoglio. Funziona più o meno così: un vigile ti chiama a casa, con una strana voce, quasi un po’ mortificata, e ti annuncia la notizia: «Guardi, abbiamo ritrovato il motorino che le avevano rubato un anno fa…». «Ah, che bello, finalmente. Grazie!». «Sì, però». «Però?». «Lo hanno portato in deposito, sa, ci sono delle spese da pagare…». «Scusi, che spese? Io ho subìto un furto, mica l’ho lasciato io in divieto di sosta, sono stati i ladri!». «Sì, però, il carroattrezzi, sa, il deposito, venga qui e le spiego tutto». Vabbì, venti, trenta, quaranta euro? Il malcapitato, nel dubbio, chiama il deposito per informarsi e apprende la ferale notizia: «Ritirare lo scooter le verrà a costare quasi 100 euro». Possibile? Ma qual è la colpa del derubato: non aver trovato dei ladri gentiluomini che glielo hanno parcheggiato sotto casa col grattino?

Scooter ritrovati, la stangata è per i derubati

I vigili urbani di Roma, categoria tanto bistrattata, in realtà fanno il loro dovere meglio di tanti altri e sono i primi a stupirsi di come un cittadino, già penalizzato da un furto in una città sempre più in mano alla delinquenza, debba anche accollarsi delle spese così gravose, spesso insostenibili, per chi deve rimettere in funzione un mezzo rovinato, fermo da tempo e  anche senza assicurazione. Ma chi fissa le tariffe? Il Comune? Le convenzioni? Le ditte che rimuovono e hanno i depositi giudiziari? Marino lo sa che per il semplice trasporto col carro attrezzi di un motorino rubato e ritrovato per strada un romano paga oltre 80 euro, più la custodia nel deposito stesso, per cinque euro al giorno? Il racconto è tratto da una storia vera, documentabile in qualsiasi momento, carte alla mano, e la dice lunga su come nessuno, in Italia, si preoccupi di tutelare chi subisce un danno, anzi, lo tartassi peggio ancora. In questo caso, non parliamo di mezzi sequestrati dai vigili, perché in divieto di sosta o per infrazioni al codice stradale, ma di scooter rubati e lasciati per strada dai ladri e poi rivenuti dalla polizia o dai vigili, nella più assoluta inconsapevolezza del proprietario, che nel frattempo aveva fatto la denuncia e la richiesta di perdita del possesso al Pra, che peraltro costa – un pezzetto di carta precompilato – oltre 80 euro. Una cosina così.

Fatti mandare dalla mamma, a prendere il motorino…

Dunque, se i vigili devono liberare un’area – come l’altra sera a Trastevere, per una corsa podistica con Gianni Morandi (“Fatti mandare dalla mamma, a prendere il motorino…”) dove sono stati rimossi 35 motorino, tra rubati e non – chiamano una ditta convenzionata per la rimozione degli scooter per strada. E quel viaggetto di gruppo – quindi non un solo motorino, ma decine di mezzi su uno stesso carro  – verso il deposito, all’ignaro derubato finisce per costare quasi quanto lo scooter stesso. Ovviamente c’è l’obbligo del ritiro, anzi, ogni giorno che passa in custodia al cittadino costa cinque euro e dopo tre mesi scatta l’ingiunzione. A proposito: chi vuole può fare rottamare lo scooter, pagando, può anche farlo nello stesso deposito. Ma comunque dopo aver pagato trasporto e custodia. Poi, nel caso l’assicurazione fosse scaduta, c’è il problema di rifare la polizza solo per poterlo trasportare al proprio meccanico e farci dare un’occhiata. Infine, c’è il problema delle contravvenzioni elevate dopo la denuncia di furto, che prima arriveranno e poi, magari, si potranno anche contestare. Nessun illecito, tutto trasparente, tutto alla luce del sole. Ma tutto un po’ troppo costoso, quasi surreale, un castigo divino. Possibile che al danno di un furto, in una grande città come Roma, debba aggiungersi per forza anche la beffa?