Dopo i gattini i kebab: nuova campagna demenziale contro Salvini

Dopo i gattini i kebab. I guerriglieri da tastiera della sinistra italiana ne hanno pensata un’altra contro Matteo Salvini. Contro il leader della Lega, sempre più in ascesa nei sondaggi, la nuova arma è la derisione. Prima le foto di gattini a riempire la sua bacheca Facebook, ora una campagna analoga a colpi di kebab. Emblematico il post di Paola B. Una patetica campionessa del politicamente corretto della sinistra italiota. Foto profilo arcobaleno in onore dei matrimoni gay, e poi fotomontaggio di Salvini mentre taglia un enorme kebab, a seguire un commento che dovrebbe far ridere: «#falafelcup2015 Grandissimo Matte! E quest’anno finalmente ce l’hai fatta a conquistare la tanto desiderata coppa falafel!!! Si vede che i tuoi kebab sono stati fatti con tanto amore, generosità e rispetto per il prossimo!! I tuoi sforzi sono stati premiati…e ricorda che #unfalafelèpersempre».

La sinistra contro Salvini a colpi di post demenziali

Una campagna demenziale con decine di foto di Salvini in diverse versioni da “kebbabaro”, il che la dice lunga su quanto siano spuntate le armi dialettiche di chi non condivide il suo pensiero sulle politiche del governo sull’immigrazione. Per il guerrigliero da tastiera sarebbe infatti estremamente impopolare confutare Salvini sui fatti. Solo Laura Boldrini e i suoi compagni della sinistra terzomondista possono sostenere che non vi sia una emergenza immigrazione. Quindi la strategia è quella di buttarla sulla derisione dell’avversario politico. Non è un caso che i simpatizzanti di Salvini leggano come un assist formidabile la nuova campagna dei kebab. «Desidero ringraziare, a titolo personale, questi simpaticoni  – scrive per tutti Carlo S. – che stanno tempestando questa pagina di stupidate, convinti di fare un danno a Matteo Salvini. Avete sbagliato tutto. Non so quantificare quanti consensi avrà per ogni vostro singolo post demenziale, ma sicuramente gli state facendo una valida e gratuita pubblicità. Grazie di cuore, ma, mi raccomando, passata questa vostra asinata, andate a farvi controllare il cervello da un bravo psichiatra. Ne avete un gran bisogno. Buona giornata». Un tempo campagne del genere la sinistra italiana le conduceva contro Silvio Berlusconi. A Salvini toccherà la stessa sorte, anche elettorale?