Dirigenti pubblici licenziabili e addio alla Forestale: ecco la nuova PA

Vediamo i principali contenuti del ddl approvato ieri con 253 sì, 93 no e 5 astenuti. La riforma ruota intorno a un nuovo ruolo dei dirigenti e a una serie di semplificazioni. I dirigenti saranno licenziabili se valutati negativamente e potranno salvare il posto solo se accetteranno il demansionamento. Gli incarichi saranno a termine (4+2 anni) e revocabili in caso di condanne della Corte dei Conti.

Dirigenti pubblici avranno contratti a termine (4+2 anni)

Nei concorsi pubblici non ci sarà più il voto minimo di laurea per essere ammessi. L’obiettivo è dare la massima importanza alla valutazione in sede di concorso. Per combattere l’assenteismo dei dipendenti pubblici i controlli sulle malattie passeranno dalle Asl all’Inps.

Addio alla Forestale: fu fondata dai Savoia

Sul fronte delle semplificazioni, si prevede: la soppressione del corpo Forestale (dovrebbe essere assorbito nei Carabinieri), la liquidazione delle società partecipate in rosso, il dimezzamento delle camere di commercio e delle prefetture, la drastica riduzione delle pratiche per le grandi opere anche con un uso maggiore del silenzio assenso. Verranno rafforzati i poteri di coordinamento di Palazzo Chigi sui ministeri. I pagamenti verso la p.a., come bollette e multe, potranno avvenire anche con il credito telefonico via sms fino a 50 euro.

Tutti i numeri di emergenza saranno uniti nel 112

I numeri di emergenza 113 ,115 e 118 dovrebbero confluire tutti in un unico numero, il 112. Ma c’è anche la deroga al tetto di 70 anni per il pensionamento dei magistrati, compresi quelli della Corte dei Conti. Protesta – si legge su “Il Corriere della Sera” – Roberto Giachetti: «Avevamo stabilito solo un anno fa il limite dei 70 anni. Ora scopro che si fa una deroga per i magistrati e una norma ad hoc per quelli della la Corte di Conti. Se ne avvarrà forse il presidente Squitieri?».