Ecco la democrazia secondo Matteo: «Referendum greco? Scelta azzardata»

La democrazia secondo Matteo Renzi. Praticamente un optional. E perciò eccolo qui, sulla drammatica situazione greca, il suo sbrigativo parere:  “Il ricorso al referendum è una scelta politica che Tsipras ha fatto, a mio giudizio una scelta molto azzardata”. Eccolo, il Matteuccio nostro nei panni del prof. Eccolo salire in catterdra all’Università Humboldt di Berlino dove assapora ciò che ha già dichiarato di voler provare a fare tra una decina d’anni. Insegnare. E così eccolo sorridente e disteso, con quel suo gesticolare e ammiccare sornione,  dare alla platea studentesca la sua versione. Che poi, guarda caso, è esattamente quello che i giovanotti teutonici si sentono ripetere dai loro austeri professoroni: che l’attuale Unione europea è irreversibile, che la Germania ne è guida e motore, che noi abbiamo fatto le riforme e adesso dovrà farle anche la Grecia. E, quindi, che la scelta del referndum voluto da Tsipras è “molto azzardata”. Perché nella concezione della democrazia di Renzi Matteo da Firenze il ricorso al popolo, voto o referendum che sia, non è solo un optional. È un azzardo. Azzardo che, ne consegue, dev’essere assolutamente evitato. Il più a lungo possibile. Esattamente quello che sta facendo lui in Italia: mai eletto, mai sottoposto al giudizio popolare, ma pur sempre in sella a palazzo Chigi. Lui, pronto a fare e disfare, ad occupare ogni spazio di potere che c’è, a ricattare la malferma maggioranza che lo sostiene con lo spauracchio delle elezioni e l’opposizione interna al Pd con la conta dei posti in lista. Eccolo Renzi che, con l’ennesimo viaggio a casa Merkel, si candida al ruolo di nuovo beniamino di questa Europa senz’anima, delle banche e dei diktat tedeschi. In nome della democrazia, che diamine. Dalla quale si tiene a debita distanza.