Il cinese Ling: da noi mangiano i cani? Anche voi mangiate i conigli…

Il fatto che in Cina si mangi carne di cane “è un fattore culturale. Perché in Italia non ci scandalizziamo per i conigli, le mucche o i capretti?”. Lo ha detto Piero Ling, coordinatore di Slow Food Cina, rispondendo ai giornalisti a margine di una iniziativa all’Expo di Milano. “Non lo giustifico – ha aggiunto – non giustifico nessuno. Ci sono battaglie giuste, ma ci sono anche altre culture”. “Togliamo la corrida e il Palio di Siena? – ha aggiunto – Possiamo togliere tutto? Possiamo diventare tutti vegetariani?”.

Cani mangiati durante le carestie

“Purtroppo – ha aggiunto – in tempi di carestia si mangiava di tutto, succedeva così in Cina come in qualsiasi parte del mondo. E poi, non è che tutti i cinesi mangiano cani, però è un aspetto che fa notizia”.  Ling ha fatto così riferimento alle polemiche che ci sono state poche settimane fa perché sono stati macellati migliaia di cani per il festival del solstizio d’estate. Ogni anno in Cina, il 22 giugno, durante il «Festival della carne di cane al solstizio d’estate» vengono macellati, cotti e mangiati migliaia di cani (circa 10 mila nel 2013). E contro questa usanza si sono levate le voci di animalisti e non in tutto il mondo.

La costola cinese di Slow Food

La costola cinese dell’associazione Slow Food organizzerà invece dal 24 al 27 settembre a Pechino lo Slow Food Beijing Festival, dove saranno presentati 100 prodotti a rischio estinzione provenienti dalle 33 province cinesi. In totale, stima Piero Ling, coordinatore di Slow Food Cina, “i prodotti cinesi a rischio sono più di tremila”. “Fra questi – spiega – ci sono, per esempio, il ginseng selvatico, alcuni tipi di tè pregiato, come quelli bianchi non fermentati, la salsa di soia tradizionale, che una volta veniva fatta nelle famiglie e ora è industriale”.