Christiane F. picchia il cane e morde la donna che vuole aiutarlo: denunciata

Christiane F. torna a far parlare di sé: e ancora una volta in chiave negativa, purtroppo… Dopo gli eccessi con la droga che a soli 14 anni hanno catapultato l’hanno catapultata nel vortice della tossicodipendenza, da cui si è salvata proprio in extremis, adesso torna sotto i riflettori come protagonista di un brutto episodio che ha visto coinvolti – loro malgrado – il suo cane e una sventurata passante…

Christiane F. denuciata dalla polizia

Aveva 14 anni quando scrisse Noi, ragazzi dello zoo di Berlino: un libro cult, comparso nel 1978, (poi reso ancor più celebre da un film che ne rilanciò internazionalmente il caso nel 1981), che forniva, pagina diopo pagina, dramma dopo dramma, la cronaca cruda e spietata dell’inferno quotidiano vissuto da una ragazzina tedesca finita nel tunnel dell’eroina. Oggi Christiane F. di anni ne ha 54, e torna sotto i riflettori, come talvolta le capita, per uno sgradevole fatto accaduto in strada a Berlino: un episodio che molti in Germania hanno giudicato paradigmatico della sua attuale situazione. Camminando per le strade della capitale tedesca, dove tuttora vive, la donna per un qualunque motivo di cui i giornali tedeschi, che pure hanno dato ampio risalto alla vicenda, non si soffermano a lungo, avrebbe prima picchiato il suo cane con il guinzaglio, poi, non contenta, si sarebbe avventata, mordendola, su una donna di 48 anni: una incredula passante “colpevole” agli occhi dimChristiane F. di aver provato a intervenire in difesa del povero animale.

Christiane F., una donna “tormentata”

Non solo: non paga, dopo le percosse (e i morsi), Christiane avrebbe aggredito anche verbalmente la povera signora, rivolgendo al suo indirizzo insulti di vario tipo. Fino all’intervento della polizia che, accorsa sul luogo perché richiamata dai passanti attoniti, ha posto fine alla rissa al femminile. L’epilogo dell’incresciosa faccenda è una denuncia per lesioni, maltrattamento di animali e ingiurie, ai danni della tormentata Christiane, che sembra davvero non travare pace (ed equilibrio). Un percorso esistenziale a dir poco travagliato, il suo, che il tabloid Bz – che ha pubblicato questa triste storia in prima pagina – rivisita, soffermandosi sugli eventi cruciali della sua biografia. Come quello del 1996, quando Christiane F. ebbe un figlio, in nome del quale provò a seguire un programma al metadone, per disintossicarsi. Figlio che però, pochi anni dopo,  nel 2008 la donna avrebbe perso perché privata del diritto della patria potestà: andando ad allungare una lunga lista di drammi privati e di pubbliche dichiarazioni, che hanno punteggiato in negativo la vita al limite della scrittrice tedesca. La quale, quando nel 2013 è tornata a scrivere di sé, pubblicando Christiane F. La mia seconda vita – come a lasciar intendere una fase di calma nella sua travagliata esistenza – o quando, l’anno successivo, ha annunciato sul web il desiderio di volersi ritirare dalla «scena pubblica» – ammettendo di sentirsi stanca e molto debole – è stata presa sul serio solo da una minoranza dei suoi lettori. Oggi, alla luce degli ultimi fatti, si capisce anche il perché…