Casale San Nicola, per i cittadini che protestano in arrivo anche il Daspo

Le autorità romane confermano la linea dura contro i cittadini che si sono opposti all’apertura del centro per immigrati a Casale San Nicola. Dopo le cariche della polizia e gli arresti, ora la Questura annuncia l’apertura di un fascicolo per l’erogazione del Daspo per tutti i partecipanti alle manifestazioni che saranno identificati.

Il Daspo e l’idea che i cittadini siano colpevoli

«La normativa introdotta dal governo ad agosto scorso prevede che il divieto di accedere alle manifestazioni sportive può essere emesso anche a carico di coloro che si macchino di reati contro l’ordine pubblico e, quindi, a prescindere dalla effettiva partecipazione alle manifestazioni sportive», si legge in un comunicato della Questura, emesso all’indomani delle tensioni. Una misura concettualmente in linea con quanto dichiarato dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli, secondo il quale dietro le proteste non vi sarebbero le autentiche preoccupazioni dei cittadini, ma le strumentalizzazioni di un gruppo di estremisti. «I cittadini si sono fatti strumentalizzare dagli estremisti», ha sostenuto Gabrielli in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che gli abitanti della zona di Casale San Nicola avrebbero «permesso che solo i facinorosi occupassero la scena».

Il processo per direttissima all’esponente di FdI

E se a Casale San Nicola prosegue il presidio dei cittadini, un nuovo presidio è stato convocato davanti al tribunale di Piazzale Clodio. A organizzarlo è stato Fratelli d’Italia, in occasione del processo per direttissima al dirigente Giorgio Mori, arrestato dopo i tafferugli con la polizia. «Siamo qui per portare la solidarietà di Fratelli d’Italia a Mori, che viene curiosamente processato per direttissima solo per aver fatto il suo lavoro: provare a difendere i diritti dei cittadini di Casale San Nicola», ha sottolineato Giorgia Meloni, spiegando che «siamo basiti di fronte al solito comportamento di due pesi e due misure messo in campo dal Viminale».

Meloni: «Alfano e Gabrielli rispondano dell’accaduto»

La presidente di FdI ha ricordato che «quando i centri sociali devastano l’Expo a Milano non si immagina neanche un arresto, ma quando c’è un dirigente di partito, ex consigliere municipale, che cerca di difendere la comunità cittadina del suo quartiere senza aggredire nessuno e senza toccare nessuno, viene processato per direttissima». «Chiediamo conto di questo al ministro Alfano, al prefetto Gabrielli e a tutti quelli che hanno avuto in questi mesi la responsabilità, con una politica scellerata sul tema dell’immigrazione, di produrre di fatto una guerra tra poveri», ha concluso Meloni, che al tribunale era insieme a una delegazione composta del movimento composta, tra gli altri, dal capogruppo alla Camera, Fabio Rampelli e dai portavoce regionale e comunale, Marco Marsilio e Andrea De Priamo.