Casa, crolla il mercato immobiliare. È la crisi più grave degli ultimi 70 anni

La crisi continua a mordere. E a impoverire gli italiani. Dopo il rapporto Consob-Eurisko che ha fotografato la vulnerabilità finanziaria percepita dalle famiglie a livelli mai registrati in precedenza, arrivano quelli, altrettanto sconfortanti, del deprezzamento dei valori immobiliari delle abitazioni e dei consumi, che, stando alle rilevazioni di Prometeia, tornano a decelerare, collocandosi ai livelli del 2003.  “Siamo meno ricchi, ma paghiamo di più – segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – due fenomeni di segno opposto che hanno contribuito a spingere il settore dell’edilizia nella crisi più pesante mai registrata negli ultimi 70 anni”. In termini assoluti è sceso soprattutto il valore economico delle abitazioni.

Troppe tasse sulla casa, crolla la domanda

Sempre in questi ultimi 5 anni, la perdita è stata di 1 miliardo di euro (-16,6%), mentre gli altri immobili (capannoni, uffici, negozi, laboratori artigianali, etc.) hanno subito una contrazione pari a 136,6 milioni di euro (-6,7%). La selva di tasse e imposte che grava sugli immobili è spaventosa: in questa analisi la Cgia ha tenuto conto dell’andamento di tutte le imposte legate alla redditività (Irpef, Ires, Registro e bollo sui contratti di locazione e cedolare secca), ai trasferimenti (Iva, Registro e bollo sui passaggi di proprietà, imposte ipotecarie/catastali, imposte di successione /donazione) e al possesso (Ici/Imu, Tasi, imposta di scopo, Tari). Con la crisi e il crollo della domanda abitativa, anche le compravendite hanno subito una forte contrazione.

Casa, enorme calo delle vendite

Sempre tra il 2010 e il 2014, le operazioni di acquisto e vendita riferite alle abitazioni sono diminuite di circa 208.000 unità (-27,3%). Per gli immobili strumentali, invece, la contrazione ha sfiorato le 12.500 unità (-25,1%). Questa situazione ha avuto delle ripercussioni negative anche per le attività economiche che ruotano attorno al comparto casa. Molti artigiani dell’edilizia, del legno, del settore dell’installazione degli impianti sono stati costretti a gettare la spugna o nella migliore delle ipotesi a ridurre drasticamente il personale alle proprie dipendenze. “Speriamo – conclude Bortolussi – che la riforma del catasto tenga conto di questa situazione. Con la revisione delle rendite e l’introduzione della local tax, che dovrebbe eliminare almeno la Tasi e l’Imu, va assolutamente scongiurata l’ipotesi di un ulteriore aggravio fiscale sugli immobili”.