Canna libera, il Pm: «Posizione vecchia di anni, ora è una droga devastante»

«I derivati della cannabis oggi in circolazione sono prodotti completamente diversi da quelli che si sequestravano fin solo a dieci anni fa. È stata dimostrata la possibilità di modificazioni genetiche che centuplicano il Thc, cioé il principio attivo che modifica, anche in via permanente, l’atteggiamento e le percezioni del soggetto assuntore». È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato dal procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini all’indomani della proposta bipartisan di liberalizzare le “canne”, che vede l’appoggio di 218 parlamentari di diversi partiti e la netta contrarietà di Lega, Fdi e singoli deputati di Forza Italia, come Maurizio Gasparri, o del Pd, come Edoardo Patriarca.

Il rischio di «effetti devastanti»

«In caso di mix con alcol gli effetti possono essere devastanti per sé e per gli altri, qualora ad esempio ci si metta alla guida di un mezzo», ha spiegato il magistrato, che negli ultimi anni ha più volte sottolineato la pericolosità della “nuova marijuana”. «Cosa del tutto diversa ovviamente – ha poi precisato Giovannini – è l’utilizzo a fini terapeutici e lenitivi del dolore, i cui effetti benefici sono scientificamente dimostrati. Ma il malato non si farà una “canna”: assumerà un farmaco contenente Thc quantificato a monte dal farmacologo».

Il fronte del sì indietro di decenni

Una posizione, quella di Giovannini, scevra da qualsiasi approccio ideologico e attenta, invece, a valutare il fenomeno nella sua portata reale e attuale. Dunque, una eventuale approvazione della legge non sarebbe affatto «una misura di civiltà contro le mafie e l’aumento dei processi», come ha la pretesa di dire il promotore dell’iniziativa, Benedetto Della Vedova, ma la legalizzazione di un fattore di rischio enorme, soprattutto per i più giovani. «Ovviamente ogni legge che dovesse essere approvata sarà applicata, l’importante è che si affronti il problema per quello che è oggi e non per come era decenni addietro», ha quindi concluso Giovannini, con quello che suona come un ulteriore richiamo a tutte quelle forze politiche che si sono spese per la campagna.