Buttafuoco: non mi candido ma coi miei libri faccio politica lo stesso

Pietrangelo Buttafuoco mette la parola fine alla polemica che lo ha opposto per alcuni giorni alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sulla sua ipotetica candidatura in Sicilia. Non se ne parla, dice lo scrittore intervistato da Amedeo La Mattina su La Stampa, “non sono candidabile perché non sono democratico…”. Al di là delle battute, però, Buttafuoco specifica che continuerà a “fare politica con i libri e con gli spettacoli. Continuerò a girare la Sicilia per dire che la Regione o diventa uguale alle altre, perdendo l’inutile autonomia speciale, o diventa indipendente. Renzi metta fine al vergognoso Crocetta”.

Buttafuoco: Meloni? Ha voluto intimidirmi

Aggiunge poi ancora una valutazione sulle parole di Meloni (che aveva detto che FdI non lo avrebbe appoggiato in quanto convertito all’Islam): “Ha voluto intimidirmi e alimentare di odio puro le orde della destra. Un cretino per strada lo trovi sempre, sui social e twitter sono in tanti a insultarmi”. Un ragionamento elettorale avrebbe spinto FdI a un’uscita del genere, per non farsi “oscurare” da Salvini che però in quell’area “ha le carte in mano”. Eppure anche la Lega non brilla per apertura all’Islam: è di ieri la notizia del blitz di alcuni leghisti a Torino per togliere il tappeto adibito alla preghiera per fedeli islamici in un apposito spazio del Comune. “Un atto compiuto da idioti” commenta Buttafuoco ma – aggiunge – “nella Lega ci sono pure persone intelligenti. Mi riferisco ai giovani del sito Il Talebano, alla rete Mille Patrie, a Terra Insubre, ai tanti giovani che a Roma e nel Sud si sono avvicinati a Salvini”.