Bruxelles ordina alla Grecia di fare tutte le riforme annunciate in tre giorni

L’uscita di Atene dalla zona euro era sul tavolo dell’Eurosummit, mentre i capi di Stato e di governo proseguivano nella notte la maratona per tentare di trovare un compromesso sull’avvio dei negoziati su un prestito da 82-86 miliardi nei prossimi tré anni. «Nel caso in cui un accordo non possa essere raggiunto, alla Grecia dovrebbero essere offerti rapidi negoziati su una pausa dalla zona euro, con possibile ristrutturazione del debito», era la minaccia contenuta nella prima bozza di conclusioni del Summit. Per scongiurare un’uscita temporanea dell’euro, i leader hanno chiesto a Tsipras di accettare condizioni durissime, lanciando l’ennesimo ultimatum per il 15 di luglio.

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Non ci sarà un accordo «ad ogni costo», aveva avvertito la cancelliera tedesca, Angela Merkel, prima del Summit, trovando il sostegno della maggioranza dei leader: «i vantaggi devono superare gli svantaggi per la Grecia e la zona euro». Dopo una serie di incontri tra il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, Angela Merkel, Francois Hollande e Alexis Tsipras, i leader hanno fatto dei passi avanti verso un accordo. «L’uscita temporanea dall’euro non dovrebbe comparire nel testo finale», spiega una fonte comunitaria, anche se la minaccia è sempre attuale.

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L’elenco delle misure – spiega “Il Messaggero” – chieste a Atene è lunghissimo. Governo e parlamento dovrebbero legiferare «entro il 15 luglio» su aumento dell’Iva, riforma delle pensioni, adozione del codice di procedura civile, attuazione delle nuove norme europee sulla risoluzione delle banche. Entro la stessa data, le autorità greche dovrebbero impegnarsi a coprire un buco di bilancio creato da una sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni, condurre una serie di liberalizzazioni in diversi settori, privatizzare la rete elettrica e introdurre norme sui licenziamenti collettivi.