Brasile, Lula indagato per corruzione. Rifiutò di consegnare Battisti all’Italia

Il Brasile si divide in due per le inchieste sull’ex presidente-sindacalista Ignacio Lula da Silva, considerato all’epoca, anche in Occidente, come una specie di salvatore della patria, avversato da altri per il modo disinvolto di governare. Lula fu colui che non consegnò all’Italia Cesare Battisti, membro dei Proletari armati per il comunismo, condannato in Italia a due ergastoli per totali quattro omicidi, più altri reati legati alla lotta armata e al terrorismo. Le sentenze sono passate in giudicato, ma nel frattempo Battisti fuggì prima in Francia e poi in Brasile, dove tuttora risiede. Ricordiamo i nomi delle vittime assassinate dai Pac: Antonio Santoro (Udine, 6 giugno 1978), Pierluigi Torregiani (Milano, 16 febbraio 1979), Lino Sabbadin (16 febbraio 1979), Andrea Campagna (Milano, 19 aprile 1979). Nel 2010 Lula in persona rifiutò l’estradizione a Battisti, al quale in precedenza era stato addirittura accordato lo status di rifugiato politico. Tornando a Lula, la procura di Brasilia ha aperto un’inchiesta contro l’ex presidente per un caso di «presunto traffico di influenze illecito» a seguito della violazione delle leggi anticorruzione. Le indagini puntano a verificare se Lula abbia utilizzato le proprie influenze per agevolare il colosso delle costruzioni brasiliano Odebrecht nella realizzazione di lavori con governi esteri, in particolare in America Latina e Africa. Un mese fa la polizia ha arrestato il presidente del gruppo, Marcelo Odebrecht, e un altro imprenditore, Otavio Marques de Azevedo. Odebrecht è stato indicato da molti testimoni come uno dei capi del cartello di imprese che ottenevano appalti pubblici in cambio di mazzette a politici.

L’inchiesta su Lula era stata anticipata da Epoca

L’inchiesta avviata da un pm brasiliano nei confronti dell’ex presidente Lula era stata anticipata a maggio dal settimanale Epoca, secondo il quale l’ex presidente tra il 2011 e il 2014 avrebbe fatto pesare il suo prestigio sulla Banca nazionale di sviluppo economico e sociale (Bndes). L’obiettivo, aveva precisato ancora Epoca, era quello di sollecitare la concessione di ingenti prestiti al gruppo Odebrecht e ad altre aziende del Paese. Le beneficiarie sarebbero così riuscite a stipulare contratti in Paesi di America latina e Africa, precisava il settimanale, indicando tra gli altri paesi Cuba e Repubblica dominicana. Il gruppo è indagato nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato, che ha già portato in carcere con l’accusa di corruzione politici, faccendieri e imprenditori, tra i quali i vertici di Petrobras. Le indagini su Lula sono state avviate lo scorso 8 luglio ma sono state rese note solo nelle ultime ore. I primi sospetti sull’esistenza dell’inchiesta sono emersi qualche settimana fa, quando la procura chiese informazioni all’Istituto Lula – ong di San Paolo presieduta dallo stesso ex capo dello Stato – proprio in merito ai finanziamenti e ai rapporti tra Odebrecht e la Bndes.Ovviamente l’Istituto Lula si è detto sorpreso per la “rapidità” con la quale le indagini relative all’ex presidente hanno portato all’apertura di un’inchiesta da parte della procura di Brasilia.