Bossi: “Europa da rifare, ma la Lira sarebbe un guaio per il Nord”

«L’Europa così com’è non va bene, è chiaro, ma questa potrebbe essere l’occasione per rifare le regole. Se non succede, salta tutto per aria. Tsipras ne ha detta giusta una sola: che la crisi si è rivelata un affare per le banche tedesche e francesi. Per il resto è uno che ha vinto le elezioni, doveva risolvere i problemi ed era molto difficile…», spiega Umberto Bossi intervistato da “Il Corriere della Sera”.

Nel 2011 ci fu un attacco all’Italia: “ci chiedevano di intervenire sulle pensioni”

Nel 2011 la BCE, con la famosa lettera, mise alle strette anche il governo di centrodestra italiano. Ci sono somiglianze con quanto è accaduto alla Grecia? «Nel nostro governo io e Tremonti eravamo simbiotici: io gli dicevo: “Giulio facciamo delle controproposte”… e le abbiamo fatte. Ma ci chiedevano di intervenire sulle pensioni… Quello fu un attacco all’Italia». E dopo Berlusconi è arrivato il governo tecnico del professor Monti. «Monti ha fatto tante sciocchezze, ha legato il Fondo salva Stati al Pil. All’Italia è costato moltissimo, decine e decine di miliardi, per salvare l’Irlanda, poi il Portogallo, la Grecia… Ma tutto è iniziato dall’Irlanda, la chiamavano “la tigre celtica” si ricorda? Fatto così il Fondo salva Stati è stato un disastro e quel genio di Monti ha tante responsabilità. E anche Napolitano. Da quegli errori si è arrivati fin qui».

Bossi non vuole litigare con Salvini ma è contrario al ritorno alla lira

In Italia il fronte che dice che sarebbe meglio uscire dall’euro è vasto. Un ruolo di primo piano ce l’ha Salvini. «Io non voglio litigare con Salvini. E non sono un mago per dire cosa succederebbe. Ma il Nord, le imprese del nord, ne uscirebbero distrutti. Se esci dall’euro cosa fai? Torni alla lira? Non mi pare una buona idea: con la lira rafforzi solo il centralismo romano».