Bevono un’aranciata durante il Ramadan: arrestati cinque ragazzini

Cinque giovani marocchini sono stati arrestati a Marrakesh, da agenti della Brigata turistica, per avere rotto il digiuno del mese sacro di Ramadan bevendo in strada una spremuta d’arancia. I ragazzi – uno dei quali minorenne – tutti di Rabat, hanno invano sostenuto d’essere stati costretti a dissetarsi a causa delle altissime temperature di Marrakesh; una spiegazione che gli agenti non hanno ritenuto veritiera, dichiarandoli in arresto per violazione dell’art.222 del Codice penale che prevede condanne sino a sei mesi di reclusione. L’articolo si applica solo a chi ”è noto per la sua appartenenza alla religione musulmana” e rompe ”ostentatamente il digiuno in luogo pubblico durante il mese di Ramadan, senza un motivo accettato da questa religione”.

Ramadan, centinaia di arresti in Iran

Nelle prime due settimane di Ramadan centinaia di persone sono state sorprese in diverse città iraniane mentre non rispettavano l’obbligo del digiuno e decine sono state portate in una stazione di polizia per la condanna e l’applicazione immediata della sentenza: dai 10 ai 60 giorni di carcere o una settantina di frustate, secondo il codice penale. La legge che proibisce di mangiare e bere in pubblico riguarda anche stranieri e turisti, che generalmente però possono rifocillarsi durante il giorno negli hotel. Le cifre che indicano centinaia di violazioni del digiuno nonostante le norme rigide imposte in Iran restituiscono una tendenza alla secolarizzazione che evidentemente non riesce ad essere frenata dalla logica dei divieti.