Bersani attacca Renzi: «Ridurre le tasse, ma non tirare volata alla destra»

“E’ sacrosanto ridurre il carico fiscale ma c’è modo e modo e bisogna finalmente discuterne sul serio. Non si vorrà certo tirare la volata al modo della destra!”. Pierluigi Bersani non perde tempo e sferra una bella bordata a Matteo Renzi all’indomani del proclama antitasse del premier. Perchè se le dichiarazioni di Renzi sono state snobbate e ridicolizzate da destra è pur vero che anche molta parte della sinistra non ha perso tempo a manifestare perplessità e contrarietà. Insomma, piovono critiche sul segretario del Pd che senza preoccuparsi troppo delle reazioni ha confezionato un progetto che ricalca in tante sue parti quanto da sempre proposto da Silvio Berlusconi. Contro il quale si scatenò, a suo tempo, l’indignazione manichea di tutta quanta la sinistra. Ebbene, oggi è il parolaio di Palazzo Chigi ad essere nel mirino.  “Che tristezza assistere all’involuzione del Pd. Un partito nato per combattere l’ingiustizia sociale e la povertà e per promuovere la dignità del lavoro e le pari opprtunità, è finito a scimmiottare il berlusconismo fuori tempo massimo” attacca Stefano Fassina, appena fuoriuscito dal partito, che aggiunge: ” Dopo il Jobs Act sulla scia di Sacconi, dopo la Legge sulla scuola ricalcata dall’impianto Aprea, ora la tassa sulla casa. Eliminare per tutti la tassa sulla prima casa è immorale, soprattutto quando lasci senza un euro 1,6 milioni di bambini in nuclei famigliari poveri, quando aumenti i ticket e cancelli i servizi sanitari, quando tagli i trasporti ai pendolari, quando prosciughi le risorse dei comuni per l’assistenza sociale, quando svuoti il diritto allo studio, quando vi sono ancora esodati da salvaguardare. La tassa sulla prima casa va eliminata a chi non può pagarla dopo aver applicato il decreto per la revisione del Catasto. Il governo Renzi continua a seguire ricette, oltre che inique, dannose ai fini della ripresa. Il mandato dei parlamentari del Pd ha un segno sociale e economico opposto. È necessario tornare dagli elettori per attuare il programma del PdL”. Su quest’ultima affermazione concordiamo: bisogna tornare al voto per impedire a Renzi di fare ulteriori danni.