Berlusconi: “Pronti a votare l’addio all’IMU, ma davvero Renzi lo farà?”

19 Lug 2015 8:25 - di Redazione

«Sono e resto presidente di ForzaItalia. Forza Italia continua a vivere e insieme a l’Altra Italia, dove non ci saranno professionisti della politica, e alla Lega possiamo tornare maggioranza e governare il Paese». Sono tanti gli amministratori, i dirigenti e i militanti eh e si ritrovano ad Ameglia, in Liguria, per la giornata di dibattito e confronto organizzata da Alessandro Cattaneo, responsabileFormazione del partito, Giovanni Tori e Deborah Bergamini. Un appuntamento che verrà replicato a breve (probabilmente a Pietrasanta) nel corso del quale piomba la notizia della conversione di Matteo Renzi sulla via dell’abolizione delle tasse sulla casa.

Sull’IMU “ennesima puntata del Renzi show”, attacca la Carfagna

Una svolta «berlusconiana» che per Mara Carfagna rappresenta «una nuova puntata del Renzi show» e sulla quale si sofferma lo stesso Berlusconi, intervenendo telefonicamente all’evento ligure. Il giudizio è tranchant e improntato a un aperto scetticismo rispetto all’ennesima promessa acchiappa-consensi. Con tanto di guanto di sfida lanciato verso il premier. «Ho sentito Renzi – che si regge suuna maggio ranzausurpata – fare una delle sue solite promesse, un taglio delle tasse da 45 miliardi in meno nei prossimi tre anni. C’è qualcuno che possa credere un minuto che lo faccia davvero?». Il presidente di Forza Italia non si nasconde: «Li voteremo, quei provvedimenti, se davvero li presenteranno. Siamo pronti a votarli, perché noi non siamo la sinistra del tanto peggio tanto meglio con cui abbiamo sempre avuto a che fare quando eravamo al governo».

Berlusconi: “Voteremo l’abolizione dell’IMU sulla prima casa”

Nell’attesa che le parole si trasformino in fatti «Renzi con una mano mette tasse, con l’altra le toglie» – Berlusconi ci tiene a rispolverare la memoria ai presenti: «Le tasse sulla casa le avevamo abrogate noi come quella di successione nel primo Consiglio dei ministri, a Napoli, dopo la grande vittoria del 2008». A giovani e quadri del partito, l’ex premier ricorda il muro di ostilità con cui ha dovuto fare i conti, i suoi «75 processi politici», i «tre colpi diStato», l’attuale «terzo governo non eletto da popolo». Ma soprattutto torna a battere sulla nuova «missione»: quella di far tornare alle urne i 23 milioni di astenuti, quegli italiani rassegnati, non incazzati, ma delusi dalla politica».

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