Bari, un figlio disabile uccide il padre malato di cancro a colpi d’ascia

Due omicidi in poche ore in Puglia. Entrambi con protagonisti due anziani. Entrambi non legati a faide fra gruppi criminali ma a questioni personali e familiari. A Bitritto (Bari) un 88enne è morto all’alba in ospedale in seguito alle ferite riportate durante un violento litigio con il figlio disabile, anche lui ferito e ora piantonato in ospedale in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario. Ad Andria un 55enne è stato ucciso con tre colpi di pistola in modalità ancora tutte da accertare. Un violento litigio sarebbe all’origine dell’aggressione che ha portato alla morte dell’88enne Vito Erasmo Leone. L’uomo, originario di Santeramo in Colle, malato di tumore, viveva con il figlio invalido, di 55 anni nato in Francia, con numerosi precedenti penali per rapina, estorsione e un omicidio colposo. I due avrebbero violentemente litigato. Sono stati i vicini a chiamare il 118. I sanitari hanno soccorso entrambi. Il padre è stato portato all’ospedale Di Venere di Carbonara con fratture al cranio causate da colpi d’ascia. L’arma è stata ritrovata in casa dai carabinieri. Dopo una notte in prognosi riservata è morto all’alba. Il figlio è stato portato al Policlinico di Bari dove è attualmente ricoverato con fratture al cranio e alle mani. Prima di essere interrogato per ore, il pm della Procura di Bari che coordina le indagini sul delitto Bruna Manganelli ha chiesto una consulenza psichiatrica che ha rilevato come l’uomo fosse lucido e capace di sostenere l’interrogatorio. Rispondendo alle domande del pm e dei carabinieri della Compagnia di Modugno, ha parzialmente ammesso i fatti. All’esito dell’interrogatorio gli inquirenti hanno disposto che il presunto assassino fosse piantonato e hanno emesso un provvedimento di fermo con l’accusa di omicidio volontario.

Ancora oscuri movente e modalità del delitto commesso stamattina ad Andria. Il cadavere del 55enne Nicola Quercia è stato trovato dai carabinieri, dopo una segnalazione del 118, nel giardino di una villa nelle campagne alla periferia della città, nei pressi del cimitero comunale. Stando a quanto ricostruito dai militari fino a questo momento, la vittima avrebbe eseguito alcuni lavori edili all’interno della villa dove è stato ucciso. Secondo i primi accertamenti l’uomo sarebbe morto colpito da tre colpi di pistola. Il proprietario della villa, un 81enne, deteneva legalmente armi nella propria abitazione ma dal sopralluogo mancherebbe proprio una pistola. Sulla vicenda indaga il pm della Procura di Trani Michele Ruggiero. L’anziano è stato sottoposto per ore ad interrogatorio ed è attualmente trattenuto in caserma ad Andria mentre gli inquirenti valutano la sua posizione.