Baby gang multietnica “all’opera”, ma i carabinieri la colgono in flagrante

Ancora una baby gang, questa volta, però, decisamente poco baby e poco gang. Il gruppo, infatti, fermato dalle forze dell’ordine per una violenta rapina compiuta al Flaminio ai danni di un ragazzo romano di 23 anni, è a dir poco vario, per età e provenienza geografica. Ma l’aggressività e il modus agendi sono, in compenso, quelli tipici di una banda criminale se non proprio baby, comunque, una vera e propria gang…

Baby gang multientica

Un sedicenne romeno è stato arrestato ed altri 6 giovani, tra i 14 e 18 anni, sono stati denunciati dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma per una rapina compiuta al Flaminio ai danni di uno sventurato ventitreenne romano. L’adolescente dell’est Europa, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato accusato di rapina aggravata in concorso e lesioni personali ai danni della giovane vittima romana, e con le stesse accuse sono finiti nei guai anche altri 6 ragazzetti di età comprese tra i 14 e i 18 anni – anche loro già noti per altri precedenti casi ai carabinieri –  accusati di aver spalleggiato l’esecutore materiale della rapina. Si tratta di tre ragazzi romani, un moldavo, un romeno e un altro, infine, originario della Repubblica di Capo Verde.

La banda in azione

Un gruppetto a dir poco assortito, per età e nazionalità, in cui il comune denominatore era la violenza declinata alla criminalità quotidiana. E così, in base a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, la gang multietnica sarebbe entrata in azione in viale Tiziano, all’angolo con via Sacconi, dove il sedicenne – una sorta di capo banda – facendosi scudo con gli altri conoscenti, dopo aver individuato la vittima da colpire, l’ha violentemente aggredita prima, impossessandosi del suo portafogli, poi. La scena è stata notata dai carabinieri, in quel momento in transito e dunque tempestivamente intervenuti, tanto che, nonostante il fuggi fuggi generale, i militari sono riusciti a bloccare tutti i responsabili e a soccorrere la vittima, poi trasportata all’ospedale Santo Spirito della capitale, dove le sono state diagnosticate lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. L’arrestato, invece, è stato portato nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli dove è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Gli altri ragazzi, invece, sono stati affidati ai genitori, separando – speriamo non solo per il momento – i destini dei componenti del multietncio gruppetto malavitoso.