Australia, programma tv shock: concorrenti sotto il fuoco dell’Isis

In Australia non badano alle conseguenze. Soprattutto se si tratta di programmi tv. Un gruppo di persone comuni è infatti finito letteralmente sotto il fuoco di militanti dell’Isis in Siria, in zone toccate dai combattimenti, durante le riprese di un programma di successo della Tv multiculturale australiana SBS. Il docu-reality ‘Go back to where you came from‘ (Torna da dove sei venuto), di cui sta per andare in onda la terza edizione (28, 29 e 30 luglio) punta a entrare in maniera spettacolare nel dibattito su immigrazione e integrazione in Australia. A sei persone di contrastanti opinioni sull’accoglienza ai richiedenti asilo viene fatto ripercorrere a ritroso il percorso di tanti rifugiati, partendo dall’Australia e passando per campi profughi e raggiungendo paesi di origine di chi fugge da guerre e persecuzioni. Accompagnati dall’equipe di produzione della SBS tre dei concorrenti, Andrew e le due ragazze Kim e Nicole, hanno raggiunto la Siria dall’Iraq per sperimentare di persona le condizioni di quella che l’Onu chiama “la peggiore crisi di profughi in 25 anni“. Dopo aver trascorso la notte in un accampamento con militanti curdi, sono stati portati fino alla linea del fronte dove questi combattono contro l’Isis. In un video messo in rete sul sito della SBS, si vedono i tre, affidati alla copertura dei peshmerga dell’YPG, finire improvvisamente nel mirino dei miliziani. Anche se alla fine sono rimasti indenni e sono tornati sani e salvi in Australia, dove hanno commentato sull’esperienza. “Al momento non ci siamo resi conto della gravità della situazione in cui eravamo finiti. Sapevo che era pericoloso, ma non avevo valutato quanto. I curdi sparavano, cercavano di respingere l’Isis fuori dei villaggi”, ha raccontato Nicole, 25 anni, attivista per i diritti umani, che ha lavorato in un centro di detenzione per richiedenti asilo in un’isola del Pacifico. “Ci avevano detto che i militanti dell’Isis non conoscevano la nostra ubicazione, ma dopo pochi minuti è diventato chiaro che avevano capito dove eravamo, perché hanno cominciato a sparare”. “E’ stato solo dopo qualche giorno che mi sono resa veramente conto che lì ci sono persone che muoiono, e che noi eravamo attivamente coinvolti in guerra contro l’Isis; potevamo restare uccisi”. “Avevo conosciuto persone che sono fuggite da lì, ora ho visto persone che sono morte lì. E’ per questo che abbiamo siriani che cercano di raggiungere l’Australia”. La serie di ‘esperimento sociale’, come la chiama l’emittente, vede i sei partecipanti immersi in ogni sorta di situazioni shoccanti e angoscianti. A un certo punto hanno anche modo di sperimentare di prima mano la politica di ‘fermare le barche’ del governo di Canberra: vengono trasferiti dal barcone degli scafisti in un gommone e ‘respinti’ in Indonesia.