Grecia, il Fondo monetario internazionale boccia il salvataggio

Pessime notizie per Atene. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbe non aderire al nuovo piano di salvataggio della Grecia da 86 miliardi, la notizia trapela proprio nelle ore cruciali in cui il Parlamento greco è chiamato ad approvare l’intesa sulle prime riforme concordate con l’Ue per ottenere il terzo salvataggio. È quanto emerge da un memo di tre pagine – riportato dal Financial Times – inviato dall’Fmi alle autorità di Bruxelles. Nella memoria si parla di un debito greco alle stelle e che sale troppo velocemente e di obiettivi sul fronte dell’avanzo primario che Atene non potrà mai raggiungere. Intanto il governo di Atene ha confermato la decisione di prolungare ancora la chiusura delle banche, così come controlli sui movimenti di capitali, e gli sportelli resteranno chiusi anche per tutta la giornata di giovedì.

Il no del Fondo monetario internazionale

L’istituto diretto da Christine Lagarde lascia intendere che potrebbe sfilarsi dalla Troika che con Bce e Ue ha finora salvato già due volte Atene. Secondo il testo, che era già stato portato a conoscenza dai leader dell’Eurozona quando lunedì hanno concordato l’intesa, i creditori europei dovranno fare «molto di più» di quanto previsto finora. Ossia i creditori dell’Eurozona dovranno o accettare di rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni. Alternative indipensabili, a detta dei tecnici della Lagarde, dal momento che, ai livelli attuali, il debito ellenico è «del tutto insosteninibile». Il Fondo monetario ternazionale reputa, infatti, «del tutto insufficiente» anche lo stesso piano di salvataggio (il terzo dal 2010) da 86 miliardi concordato, tra mille polemiche, per stabilizzare la situazione. Lo stesso piano che in Grecia ha spaccato il partito del premier Alexis Tsipras e che rischia di non passare in Parlamento.

La Spagna voterà il piano

Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato i che sottoporrà al voto del Parlamento il nuovo piano di salvataggio della Grecia approvato a Bruxelles lunedi. Non si tratta di un obbligo costituzionale ha precisato. Rajoy ha giustificato la decisione precisando che Madrid contribuirà con 10 miliardi di euro al piano. Solo 6 paesi devono sottoporre al voto dei rispettivi parlamenti il nuovo piano: Germania, Finlandia, Austria, Olanda, Estonia e Slovacchia.