Arresto annullato per Sarro. Il Riesame dà ragione al deputato dell’antimafia

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, che era stata inoltrata alla Camera con la richiesta di autorizzazione all’arresto, nei confronti del deputato di Forza Italia e componente della Commissione Antimafia, Carlo Sarro. Il Tribunale ha accolto la richiesta dell’avvocato Vincenzo Maiello, difensore del parlamentare. L’ordinanza era stata emessa nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Napoli per una ipotesi di turbativa d’asta in relazione ad alcuni appalti della Gori (società che gestisce il ciclo delle acque per conto dell’Ato 3 di cui Sarro e’ stato commissario) che, secondo l’accusa, sarebbero stati ‘pilotati’ dall’esponente politico. “Un provvedimento ingiusto, contrario al diritto e alla verità dei fatti”. Così l’avvocato Vincenzo Maiello, legale del parlamentare, ha commentato l’annullamento dell’ordinanza di custodia nei confronti di Sarro. “Sono finiti giorni bui, il Riesame ha messo la barra della legge e del diritto al centro delle valutazioni”, ha aggiunto.

Sarro: “La mia immagine è stata massacrata”

Il parlamentare é stato chiamato in causa in questa inchiesta nella sua qualità di commissario del Consorzio Ato3 che gestisce il ciclo delle acque nell’area vesuviana e in quella sarnese. L’ipotesi di turbativa d’asta si riferisce a una gara d’appalto della Gori per lavori a reti fognarie e idriche, un appalto dall’importo di oltre 31,7 milioni di euro. Secondo l’accusa, la gara sarebbe stata pilotata per favorire ditte riconducibili al boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria. “Non si è dimostrato come fosse stata alterata questa gara: la mia immagine e la mia reputazione sono state massacrate a livello nazionale in maniera immotivata”. ha detto Carlo Sarro “Sono diventato colpevole solo perché accusato da una persona rancorosa: in questo meccanismo può finire chiunque. Abbiamo dimostrato che era tutto privo di fondamento”.”Ho vissuto dieci giorni di inferno solo perché in un colloquio tra due persone, che parlano tra loro a mia insaputa, una delle quali rancorosa nei miei confronti, mi accusa: questo è bastato per farmi diventare colpevole” sottolinea Sarro. Poi, rivolgendosi ai magistrati, il deputato aggiunge: “Capisco la delicatezza e le difficoltà legate al lavoro investigativo e all’accertamento delle responsabilità, ma credo che rispetto a fonti accusatorie rancorose ci sia l’esigenza di una verifica e di un riscontro rafforzato. Altrimenti – spiega Sarro – un risentimento e una vendetta possono colpire lasciando ferite profonde”.