Arisa, selfie sul water: così è crollata l’icona gay antiberlusconiana

Continua a scatenare polemiche l’iniziativa trash di Arisa su Facebook. Antefatto: Arisa, alias Rosalba Pippa da Pignola, provincia di Potenza, pubblica un selfie sul water, i follower replicano – pochi divertiti, molti scandalizzati – e lei rincara la dose: altro scatto sul wc e spiegazione sulla sua vita intestinale: “Guardate che quella cosa lì è tutto”. “In fondo la facciamo tutti, no?” scrive un fan… Il racconto non ha bisogno di commenti. La cantante di Sincerità e La Notte, l’altro giorno, ha debordato senza ritegno. “Buongiorno. Stamattina spenta, ieri esagerato, a letto troppo tardi.. Oggi ripresa lenta.. Lenta.. Lennnnnnnn..ta. Ricordatemi così!”. Parlar di caduta di stile è un eufemismo. Ecco chi è l’“eroina” degli opinionisti di sinistra, l’icona del politicamente corretto che in tanti hanno elogiato…

Crolla miseramente (sul water…) l’immagine della cantante che ha due stellette al merito fondamentali. È un’icona gay che ha sempre conquistato i cuori degli opinionisti che contano per alcune dichiarazioni accolte con entusiasmo. Al settimanale “A” tempo fa dichiarò: «Sto con un uomo, ma se fossi bisex? Mi innamoro spesso della testa di alcune di loro, però il sesso è un’altra cosa, non l’ho mai fatto. Sì, in passato ho ricevuto delle avances dalle donne, ma ora che vorrei provare non me le fa più nessuno. Charlize Theron e Kate Winslet sono i miei ideali femminili». In altre occasioni ha detto di sentirsi «un po’ maschio» e quindi di avere «un lato gay», per poi arrivare a schierarsi a favore dei matrimoni omosessuali, tutto n perfetta linea con il politicamente corretto imposto con successo nel nostro Paese. Ma tutto questo è niente rispetto al merito maggiore di Arisa, che è quello di essersi scatenata qualche tempo fa nel corso della trasmissione di Radio2 Un giorno da pecora: «Chi se ne frega di come Berlusconi se ne andrà, l’importante è che se ne vada». Parole che ovviamente l’hanno cataputata nell’empireo, garantendole un occhio di riguardo sulle critiche dei giornali e sul trattamento mediatico. Ecco serviti i “laudatores”…