Appalti & camorra: indagato (e sospeso dal Pd) il sindaco di Villa di Briano

Finisce sotto inchiesta per peculato, Dionigi Magliulo,  il sindaco democratico del comune di Villa di Briano in provincia di Caserta. L’autorevole dirigente del Pd e uomo di fiducia dell’europarlamentare Nicola Caputo, ha al suo attivo un avviso di garanzia per voto di scambio. Sono sette le persone  arrestate  in seguito all’operazione dei carabinieri scattata all’alba di venerdì e accusate di appartenere alla fazione Iovine del clan dei Casalesi finiti agli. Tra queste figura anche il fratello del sindaco di Villa di Briano, ritenuto il “braccio di Iovine” nel Comune, ma anche il cugino dell’ex boss Renato Caterino, titolare di un’impresa dell’alto Casertano; Nicola Coppola, secondo gli inquirenti braccio imprenditoriale di Antonio Iovine e altre persone ritenute affiliate al clan.

Sotto inchiesta il sindaco Pd

Per l’inchiesta, condotta dai sostituti procuratori della Repubblica Sirignano, Ardituro, D’Amato e Maresca, sono risultate decisive le dichiarazioni rese dall’ex boss Antonio Iovine, soprannominato “o’ ninno”.  Agli indagati sono notificate ordinanze per associazione di tipo mafioso, turbativa d’ asta, abuso d’ufficio, estorsione, truffa, incendio doloso, corruzione, concussione, peculato, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso. Nell’ inchiesta, che riguarda il business degli appalti legati alla camorra, sono coinvolti anche imprenditori e amministratori del Comune di Villa di Briano.

Sospeso dal partito

Imbarazzo nel Pd. «Alla luce delle notizie di cronaca che stanno emergendo sospendiamo ad horas Dionigi Magliulo dal Partito democratico». Non si è fatto attendere l’intervento della dirigenza locale del Pd dopo le notizie sull’inchiesta che ha travolto il comune di Villa di Briano e il sindaco, indagato per peculato. «Esprimo – si legge nel comunicato del segretario provinciale del Pd – piena fiducia nel lavoro della magistratura e auspico che Magliolo riesca a dimostrare la sua totale estraneità da questa vicenda che getta ombre inquietanti sulla gestione della cosa pubblica». Spero – ha concluso – che quanto letto sia smentito, ma al momento c’è una incompatibilità totale con i valori del Partito democratico che ha tra le sue priorità la lotta senza quartiere alla criminalità organizzata