Addio allo charmant Omar Sharif, indimenticabile Dottor Zivago

È scomparso all’età di 83 anni il divo di Hollywood Omar Sharif, ricordato in particolare per le sue interpretazioni in Lawrence d’Arabia e soprattutto il Dottor Zivago. Sharif apparteneva a una famiglia libanese cristiana  immigrata in Egitto negli anni Venti. Brillante e volenteroso, compì tutto il corso di studi ad Alessandria d’Egitto, dove era nato nel 1932, e nella capitale, laureandosi in Matematica e Fisica all’università del Cairo. Ventenne, dopo aver iniziato a lavorare col padre nel commercio del legno, si avvicinò al mondo del cinema, svolgendo piccoli ruoli in lavori egiziani. Affascinante, raffinato, inserito nella buona società, poliglotta (parlava correntemente oltre all’arabo,  francese, italiano, inglese, greco e turco) Omar Sharif fu subito notato dai produttori, e conobbe il successo cinematografico già nel 1962, nel kolossal  Lawrence d’Arabia di David Lean, in cui interpreta un a piccola ma significativa parte, che gli valse la nomination all’Oscar come attore non protagonista.Tre anni dopo David Lean lo vuole come protagonista per il suo Il dottor Zivago, di Boris Pasternak, nel quale Sharif interpreta la drammatica parte del dottor Yuri. Per questa interpretazione vinse il Golden Globe come miglior attore protagonista.

Per Sharif dopo Il Dottor Zivago fu un successo ininterrotto

Da allora fu la classica escalation di successi: Sharif dimostrò di essere un artista completo spaziando tra i più disparati e antitetici tipi di film, dal drammatico al western,dal sentimentale all’esotico, dallo storico alla commedia. Come dimenticare il grande successo di L’oro di Mackenna, di J. Lee Thompson, uscito quando il genere western stava scomparendo? E i suoi film, oltre cinquanta, furono quasi tutti dei grandi successi: Una Rolls Royce gialla di Anthony Asquith, Gengis Khan di Henry Levin, La notte dei generali di Anatole Litvak, e il bellissimo Mayerling, di Terence Young, in cui interpretava la drammatica figura dell’arciduca Rodolfo. Più recenti sono invece le interpretazioni in I demoni di Andreij Wajda, Il tredicesimo guerriero di John McTiernan, Hidalgo di Joe Johnston, per non dimenticare la sua opera di doppiatore in Cronache di Narnia. Una decine invece le miniserie tv, quasi tutte di carattere storico. Omar Sharif a un certo punto, per potersi sposare, si convertì all’Islam, cosa che lo rese popolarissimo nel mondo arabo, ma predicò sempre la tolleranza e la compressione religiosa tra cristiani e musulmani. Cosa non molto nota, Omar Sharif è stato uno dei maggiori giocatori di bridge a livello mondiale, partecipando spesso a tornei internazionali. Nel 2005 l’Unesco gli conferì la medaglia d’oro dell’organizzazione per il suo contributo al mondo del cinema e in generale alla cultura. Ha un figlio, Tarek, e due nipoti, Omar e Karim.