25 anni fa Saddam invadeva il Kuwait. Fu la prima guerra in diretta tv

Chissà quanti ancora ricordano la prima Guerra del Golfo. Non tanti probabilmente. E non solo perché nel frattempo ne è stata combattuta una seconda collegata dalle esigenze della propaganda militare a quello choc planetario prodotto dall’attacco alle Twin Towers dell’11 settembre, ma anche perché – a differenza di quest’ultima – quella cominciata 25 anni, esattamente il 2 agosto del ’90, si concluse quasi con la percezione del nulla di fatto. Tanto è vero che l’invasore del Kuwait, Saddam Hussein, rimase al suo posto di comando in Irak nonostante la sconfitta patita ad opera della coalizione allestita – su mandato Onu – dal presidente Usa, George Bush padre. Misteri del petrolio, si malignò all’epoca.

Le fasi dell’attacco di Saddam trasmesso in tempo reale dalla Cnn

Eppure quel conflitto rappresenta un evento con molti primati. Fu infatti la prima guerra cui il mondo intero ha potuto assistere in diretta tv grazie alla Cnn americana che ne trasmetteva gli effetti speciali e letali in tempo reale, con razzi e missili che illuminavano a giorno Baghdad, la capitale dell’Irak. Ma è stata anche la guerra che ha reso ancor più precari gli equilibri mediorientali demolendo l’illusione di un mondo ad esclusiva guida americana. Era il ’90 e la bandiera rossa con “falce e martello” non era stata ancora ammainata dal Cremlino, anche se l’Urss di Gorbaciov era solo un gigante morente. In pochi, tuttavia, previdero che sulle macerie dell’imperialismo ideologico di marca sovietica si stava innestando il revanscismo musulmano a matrice terroristica. L’Occidente lo avrebbe imparato a proprie spese poco tempo dopo, in un crescendo d’improvvisazione mista a debolezza culminato nell’attacco jhaidista  alle torri gemelle di New York. Una tragedia che consentì a George Bush jr, al suo primo mandato alla Casa Bianca, di regolare i conti con Saddam Hussein, prima defenestrato, quindi processato e condannato, infine giustiziato. Anche in questo caso – si insinuò – in ossequio al petrolio.

Il dramma di Bellini e Cocciolone, i piloti italiani catturati dagli iracheni

Ma la prima guerra del golfo fu anche quella che vide protagonisti due piloti italiani – il maggiore Gianmarco Bellini e il capitano Maurizio Cccciolone – catturati dagli iracheni. Il loro Tornado fu abbattuto nella notte tra il 17 e il 18 del ’91. Rimasero prigionieri fino alla fine del conflitto. L’importanza della comunicazione verso l’esterno e non solo della propaganda nei confronti del nemico fu presto capita anche dai soldati di Saddam. Fu infatti la tv irachena a trasmettere in diretta l’interrogatorio di Cocciolone. Il suo volto tumefatto è forse tutto quel che ricordiamo di una guerra dimenticata troppo in fretta.