11 Settembre informatico negli Usa. Bloccata la Borsa e le linee UA

Sembra un 11 settembre informatico: tutti parlano di problemi tecnici, ma la situazione mercoledì pomeriggio è precipitata. Il New York Stock Exchange si è fermato mercoledì mattina, e si teme un attacco hacker a Wall Street, anche se per adesso si parla unicamente di problemi tecnici. In contemporanea si è fermato anche il sito del Wall Street Journal e qualche ora prima si era paralizzata la rete informatica della United Airlines lasciando a terra centinaia di aerei. Al momento non ci sono indicazioni di un attacco hacker al Nyse. Lo afferma – riporta l’agenzia Bloomberg – un funzionario Dipartimento della Sicurezza nazionale in seguito al blocco degli scambi al Nyse, dove le contrattazioni si sono fermate dalle ore 11.32, ore 17.32 italiane. Qualcuno pensa che il blocco potrebbe essere addirittura “artificiale”, una maniera per evitare i contraccolpi dalle borse asiatiche e dalla Grecia, ma con il passare delle ore si tende a escluderlo. Il sito del Wall Street Journal bloccatosi in mattinata in concomitanza con il blocco del New York Stock Exchange è ripartito nel pomeriggio in forma ridotta. «Wsj.com – si legge sulla pagina ora visibile – sta avendo difficoltà tecniche. Il sito al completo – è l’auspicio – sarà ripristinato a breve».

Fermi i siti di Wall street, il Wsj e la United airlines

La Sec, la consob americana, monitora da vicino la situazione al Nyse, dove gli scambi si sono fermati da oltre un’ora. Lo afferma il presidente della Sec, Mary White, sottolineando che la Sec è in contatto con il Nyse. E quest’ultimo per la verità non ha indicazioni su quando potrebbero riprendere gli scambi sul floor, dove le contrattazioni sono ferme. Lo riporta la Cnbc citando alcune fonti. In serata è uscito fuori che i problemi al Nyse e a United Continental non sono apparentemente il risultato di un’azione dolosa. Lo ha affermato segretario alla sicurezza nazionale, Jeh Johnson. Sia la Casa Bianca sia il Tesoro stanno seguendo da vicino la situazione. Il presidente Barack Obama è stato tempestivamente informato. Tre giorni fa la candidata per la nomination democratica nella corsa alla Casa Bianca, Hillary Clinton, aveva puntato il dito contro la Cina accusandola di rubare informazioni governative e segreti commerciali da banche dati degli Stati Uniti. «Tenta di hackerare qualsiasi cosa che non si muova, in America», ha detto Hillary Clinton, sottolineando la necessità di essere particolarmente vigili. Il mese scorso sono emersi due mega-attacchi a banche dati del governo federale americano di un’entità con pochi precedenti e che sono stati attribuiti ad hacker di base in Cina. Pechino ha respinto le accuse definendole irresponsabili.