Zaia inizia con una formazione zoppa: in giunta manca “Fratelli d’Italia”

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha presentato questa mattina per la prima volta all’aula del Consiglio regionale la composizione della nuova Giunta, definendo questo atto “doveroso, corretto e rispettoso”. Un esecutivo di 10 membri, con età media di 45 anni, e tre donne. Insieme al vicepresidente, Gianluca Forcolin, compongono la nuova Giunta: Giampaolo Bottacin (tra le deleghe: ambiente e specificità della provincia di Belluno), Federico Caner (a cui, tra le altre, è spettata la nuova delega dell’attuazione del programma di governo), Luca Coletto (confermato alla sanità, a cui sono stati affiancati i servizi sociali, facendo nascere l’ assessorato al welfare), Cristiano Corazzari (39 anni, il più giovane, assessore tra l’altro alla cultura e allo sport), Elisa De Berti (lavori pubblici e infrastrutture), Elena Donazzan (l’ altra confermata, all’istruzione e al lavoro), Manuela Lanzarin (no profit e flussi migratori), Roberto Marcato (commercio) e Giuseppe Pan (agricoltura e pesca). «Nessuno – ha concluso Zaia – deve pensare a gettare la spugna e a fare per cinque anni il curatore fallimentare del Veneto: cercheremo di continuare il lavoro impostato, pur sapendo che non siamo usciti dalla crisi».

 Il proclama di Zaia per il Veneto

«Questa istituzione deve essere a fianco dei cittadini anche avendo opinioni diverse, dobbiamo pensare ai veneti mentre siamo chiamati a traghettare il Veneto da oggi fino al 2020», ha detto il presidente del Veneto rivolgendosi al Consiglio Regionale e presentando il proprio programma e la propria nuova giunta. Un documento, il programma, articolato su 183 pagine depositato in Corte d’Appello a Venezia che “mette al centro il lavoro – ha detto Zaia – per una regione che ha ancora 170mila disoccupati e il 17% dei giovani senza lavoro”. Per questo “sappiamo – ha proseguito – che la vera sfida è il lavoro dopo che la precedente Giunta ha saputo sopportare una crisi economica mondiale e un’alluvione”. Fondamentali per Zaia i quasi 1.400 milioni di euro di fondi che devono essere utilizzati per tutelare le imprese e creare così posti di lavoro e per questo ha lanciato anche la sfida di realizzare una banca del Veneto per evitare “le strumentalizzazioni – ha precisato – che vengono fatte dagli istituti che non danno credito”. Attenzione, per Zaia, poi al turismo, la sanità e ulteriore bocciatura dell’eccesso di migranti mandati in Veneto «dove i veneti, che non sono razzisti, – ha concluso – sono pronti ad aprire le loro porte di casa, ma non nel modo con cui questo problema viene affrontato dalla Ue».

La protesta di Fratelli d’Italia

Nella giunta manca un pezzo importante del centrodestra, quello rappresentato da Fratelli d’Italia, che protesta: «Consideriamo inspiegabile e sbagliata la scelta del governatore Zaia di escludere Fratelli d’Italia dalla giunta della Regione Veneto. Abbiamo lealmente sostenuto la sua candidatura riuscendo ad eleggere una nostra rappresentanza consiliare, pur non avendo goduto del vantaggio di avere rappresentanti uscenti né in giunta, né in consiglio, e nonostante la concorrenza delle liste civiche di Zaia e di Tosi che hanno drenato molto consenso ai partiti tradizionali», dichiara Ciro Maschio, portavoce regionale del Veneto di Fratelli d’Italia. «Non possiamo che prendere atto dell’atteggiamento di Zaia che sceglie 9 assessori provenienti dal suo partito e dalla sua lista personale – attacca -. Il governatore perde l’occasione di condividere le responsabilità di governo con tutti coloro che lo hanno aiutato a conseguire il risultato. Come nostro costume, non modificheremo la lealtà al mandato del popolo del Veneto e sosterremo ogni atto che riterremo essere in suo favore».