Visti più veloci e blocco navale: ecco cosa prevede il “piano B” di Renzi

Permessi temporanei ai richiedenti asilo per consentire loro di varcare la frontiera e circolare in Europa. Avvio di una trattativa con alcuni Stati dell’Unione per un’operazione di polizia contro gli scafisti in Libia provando anche a coinvolgere l’Egitto. Obbligo per le na vi straniere che soccorrono i migranti in acque internazionali di trasferirli nei propri Paesi, vietando l’attracco nei nostri porti. Quello che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha definito nell’intervista di ieri al Corriere della Sera «il “piano B” se l’Europa non sce glierà la strada della solidarietà», è in realtà un ventaglio di possibili interventi, qualora l’Italia non ottenesse cooperazione effettiva da parte della Ue nella gestione dei migranti.

Il “Piano B” di Renzi è duro contro immigrati ed UE

Azioni dure di diplomazia intemazionale da affiancare agli interventi tecnici già pianificati per fronteggiare l’emergenza negli scali ferroviari e ai valichi, causata dalla decisione della Germania di sospendere Schengen per il G7 e della Francia di bloccare la «porta» di Ventìmiglia. Ma anche in vista di possibili nuovi sbarchi nei prossimi giorni. Palazzo Chigi esclude «atteggiamenti ritorsivi» su altri dossier come era stato ipotizzato riferendosi alle sanzioni contro la Russia di Putin.

 

Permessi più facili per far defluire i clandestini verso gli altri paesi UE

Se la Francia continuerà a tenere il valico chiuso, l’ipotesi è quella di concedere i permessi provvisori d’identità anche consentendo il transito su altre rotte. E poi ci saranno i rimpatri effettuati con i voli charter e con procedura d’urgenza. Già pronta la lista dei Paesi con i quali avviare i negoziati: Costa D’Avorio, Senegal e Bangladesh, Mali e Sudan, tenendo conto che questi ultimi due Paesi hanno già fatto sapere di non essere disponibili, dunque servirà un’azione diplomatica per provare a sbloccare la situazione. La scelta di percorrere con gli altri la strada dell’intesa tecnica serve non soltanto ad accelerare la procedura, ma anche ad evitare implicazioni di tipo politico per gli Stati esteri. I rimpatri verrebbero cosi effettuati seguendo lo schema già attuato con Egitto, Tunisia e Marocco, dunque facendo partire dall’Italia i charter con gli stranieri “irregolari” identificati grazie alla collaborazione con i consolati.

La Libia è il buco nero, ma Mattarella mai autorizzerà intervento unilaterale

La convinzione è che difficilmente l’Onu autorizzerà un intervento in Libia, ancor più difficile che l’inviato Bernardino Leon riesca a formare un governo. Ecco perché torna a farsi strada l’ipotesi di intervenire in maniera meno convenzionale. Su questo pesa però il giudizio del capo dello Stato Sergio Mattarella che ha sempre escluso l’ipotesi che l’Italia si sganci dalle Nazioni Unite. Più plausibile l’eventualità di impedire alle navi straniere che soccorrono i migranti in acque internazionali di approdare sulle nostre coste visto che il diritto della navigazione equipara il natante al territorio dello Stato di bandiera.