«Vinci una schiava». L’Isis lancia un concorso a premi per i soldati in Libia

Femministe e manifestanti di “Se non ora quando” che scendevate in piazza contro Berlusconi dove siete? «Una schiava» è il premio che l’Isis nell’est della Libia ha messo in palio per i primi tre classificati di un concorso di recitazione di versetti coranici. È quanto emerge da un bando diffuso su internet in occasione del Ramadan, il mese del digiuno islamico. Il concorso è rivolto «ai soldati dello Stato islamico e a tutti i responsabili della Provincia della Cirenaica» e riguarda una gara per «studiare e recitare alcune sura», i 114 capitoli in cui è suddiviso il Corano. Segue un elenco delle ripartizioni testuali da padroneggiare e l’invito a iscriversi presso gli imam di una serie di moschee, anch’esse elencate con precisione. L’assegnazione dei “premi” è fissata per l ‘”Id al-fitr”, la fine del Ramadan iniziato due giorni fa, prosegue il proclama che promette al primo, secondo e terzo classificato «una schiava», mentre dal quarto al decimo posto il premio è previsto in denaro. Sulle schiave-premio il bando non precisa altro, ma è noto che per lo Stato islamico la schiavizzazione di donne non-musulmane è una pratica relativamente diffusa. Sdegno avevano destato in Occidente le centinaia di donne, ragazze e anche bambine della minoranza Yazidi catturate l’anno scorso dai terroristi islamici nella loro offensiva nel Nord Iraq.

La schiava? Va scelta tra le “infedeli”

In ottobre, sulla sua rivista online, l’Isis aveva sostenuto la legittimità del rapimento e della riduzione in schiavitù sessuale delle donne degli “infedeli” in base alla legge islamica, con un’interpretazione della sharia che però è respinta dalla stragrande maggioranza del mondo musulmano. Nonostante l’elenco di moschee appare peraltro controverso che l’Isis possa realmente far svolgere un concorso di questo genere. La settimana scorsa, dopo alcuni giorni di combattimenti contro jihadisti filo-Al Qaida, l’Isis ha dovuto abbandonare Derna, il suo “califfato” in Cirenaica e dal canto suo l’esercito libico ha annunciato di aver ripreso la zona di Ra’s Al Hilal, circa 50 km a ovest della città. Nelle scorse settimane una serie di attentati e azioni militari delle forze di Tobruk, dove ha sede il governo libico riconosciuto a livello internazionale, hanno comprovato la presenza del’Isis in vari punti della Cirenaica. Più a ovest, sul golfo della Sirte, lo Stato islamico risulta controllare oltre 150 km di fascia costiera da Sirte a Nawfaliyah e, come segnalato dall’Onu, anche zone del sud. Ma le nostre femministe e per le anime candide della sinistra il problema non esiste: i diritti delle donne interessano solo a fini politici o strumentali.