Vietato pregare contro l’aborto: antagonisti marciano contro i cattolici

Vietato pregare per la vita. Succede in una Bologna blindata, dove una giornata di preghiera contro l’aborto, organizzata da sigle cattoliche, diventa l’obiettivo di una contromanifestazione di centri sociali, associazioni gay e femministe.

La preghiera contro l’aborto

I cattolici anti-abortisti si sono dati appuntamento alle 9 in piazza San Domenico, dopo il divieto di riunirsi davanti all’ospedale Maggiore. Davanti alla basilica che dà il nome alla piazza, alcune decine di persone espongono crocifissi e icone della Madonna, mentre leggono brani di preghiera contro quello che viene definito un «olocausto di Stato»L’intenzione è andare avanti fino alle 18.

La contro-manifestazione

A disturbare il programma, però, potrebbe intervenire il corteo promosso dalle realtà antagoniste, il cui obiettivo dichiarato è proprio quello di marciare sul luogo della preghiera. Al corteo partecipano tra l’altro persone mascherate da prete. «Se Dio vuole il mio utero paghi l’affitto», si legge su alcuni cartelli, mentre su altri sono scritte frasi come «E se nascesse frocio?». Altri cartelli ancora, poi, mostrano la foto di una vagina e molti sono rivolti contri i medici obiettori.

Bologna blindata

Il centro della città appare blindato e promette di rimanerlo per tutta la giornata: un imponente schieramento di forze dell’ordine è stato messo in campo per impedire l’accesso a piazza San Domenico e tenere separate le due manifestazioni. A rendere più delicata la situazione è anche la vicinanza tra i due concentramenti: piazza Nettuno, dove gli abortisti si sono dati appuntamento alle 7.30 per poi partire in corteo un paio di ore dopo, dista appena 700 metri dal luogo della preghiera per la vita.