“Via Marino subito”: il Pd si spacca, ma Renzi vuole cacciare Ignazio

II Pd finisce nel pantano sulla cacciata del sindaco Marino, racconta Laura Cesaretti su “Il Giornale”, con Orfini che replica a Renzi che voleva il passo indietro: «Richiesta irricevibile». Le foto dei due Mattei intenti a giocare alla Playstadon sono ormai un ricordo: sulla questione romana c’è stato il primo strappo tra la sinistra dei Giovani Turchi e la maggioranza renziana: «Marino non va via perché lo dice il presidente del Consiglio, è stato scelto dagli elettori Pd con le primarie e poi dal voto degli elettori romani», scandisce Orfini, dopo avere scluso che il prefetto Gabrielli, che sulla base della relazione degli ispettori su Mafia Capitale dovrà indicare al governo la strada da seguire, possa chiedere lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.

Renzi ha ormai abbandonato Marino al suo destino

Una smentita al premier, che segue a un confronto diretto e piuttosto vivace tra i due: ieri sera i due si sono parlati, con toni assai accesi, raccontano da entrambi i lati. Tanto che Orfini avrebbe minacciato di dimettersi da commissario del partito romano: «Visto che mi hai scavalcato, smentendo la mia linea senza neppure avvertirmi, tanto vale che al posto mio tu ci metta Luca Lotti». In verità, già ieri sera – alla riunione di conente dei Giovani Turchi – la temperatura dello scontro sembrava avviata a scemare: «Orfini ha ragione, ma se ci mettiamo a fare un braccio di ferro con Renzi ne usciamo sconfitti, su Marino non cambierà idea», spiegava un parlamentare della corrente.

Oggi SEL potrebbe dare il benservito a Marino

Nel frattempo anche il prefetto Gabrielli smentisce Orfini: «Confido che le sue dichiarazioni non siano state interpretate correttamente», perché sullo scioglimento «il prefetto non si è ancora formato alcun convincimento». La decisione del premier però deve fare i conti, oltre che con l’opposizione di Orfini («Che difende Marino ma lavora per una propria futura candidatura a sindaco di Roma», insinua un esponente renziano), con la strenua resistenza del sindaco. La situazione in Campidoglio resta per ora incartata. A meno che a sbloccarla non sia Sel, che oggi terrà la propria assemblea cittadina per indire una sorta di «referendum» nella propria base. «E la spinta per mollare Marino è molto forte», ammettono i dirigenti di Sel.