Usa 2016, forse arriva anche Jeb Bush. E Hillary Clinton subisce uno stop

Si scalda l’atmosfera di Usa 2016: ma sembra che per ora siano solo schermaglie, in attesa che i big si affrontino. Coming soon e la data del prossimo 15 giugno. È il messaggio lanciato dall’account Twitter di Jeb Bush a indicare chiaramente che l’ex governatore della Florida intende annunciare ufficialmente il 15 giugno la sua candidatura per la nomination repubblicana nella corsa alla Casa Bianca. Il fratello minore di George W. Bush aveva reso noto circa sei mesi fa che stava attivamente esplorando la possibilità di candidarsi e da subito veniva dato come frontrunner mentre il campo repubblicano è andato affollandosi mese dopo mese. I media americani riferiscono inoltre che Jeb Bush ha scelto Miami per l’annuncio. Jeb Bush deciderà dopo un tour europeo che lo vedrà in Polonia, Estonia e Germania. Ma intanto il campo repubblicano è sempre più affollato e fa fatica a imporsi un nome forte. Perché anche Jeb paga per la sua storia familiare: dal sondaggio Cnn emerge che il 56% è meno incline a votarlo per via del suo nome, mentre più in generale il 62% lo identifica con il passato. E Marco Rubio ci guadagna: perché se c’è qualche elemento di novità tra i numerosi contendenti del Gop, a offrirlo è soprattutto il giovane senatore della Florida di origine cubana.

Usa 2016: affollato anche il campo democratico

Sul fronte opposto, Michael Bloomberg contro Hillary Clinton: questo è il duello che un gruppo di democratici di New York vorrebbe per le primarie del partito dell’Asinello nel 2016. Secondo il New York Post, un gruppo di democratici starebbe facendo pressione sull’ex sindaco della Grande Mela affinché si candidi contro l’ex segretario di stato per la corsa alla Casa Bianca. La loro preoccupazione, infatti, è che la vulnerabilità della Clinton con alcuni gruppi di elettori potrebbe tradursi nell’elezione di un presidente repubblicano. Il Post afferma che alcuni membri del partito hanno avvicinato Bloomberg chiedendogli di correre per le primarie, e dopo un incontro di 30 minuti, si sono detti cautamente ottimisti sulla possibilità che l’ex sindaco prenda in considerazione la proposta. Quindi, si sono detti incoraggiati anche perché Bloomberg durante l’incontro ha detto che per lui non ci sarebbe «nessun problema» a tornare democratico. L’ex sindaco di New York ha cambiato più volte partito per facilitare i suoi obiettivi politici: fino al 2001 è stato affiliato al partito democratico, dal 2001 al 2007 a quello repubblicano e dal 2007 a oggi a quello indipendente. Intanto si allunga la lista dei candidati democratici alla Casa Bianca. Ad annunciare la discesa in campo poche ore fa è l’ex governatore di Rhode Island, Lincoln Chafee. Repubblicano poi divenuto indipendente, Chafee è entrato nel partito democratico due anni fa. Chafee sfiderà Hillary Clinton, Bernie Sanders e Martin O’Malley. Tuttavia la corsa della ex first lady che vuole tornare alla Casa Bianca da prima donna presidente degli Stati Uniti accusa una battuta d’arresto nei sondaggi. Il bagaglio di Hillary è pesante e la sua costante presenza da decenni nella vita degli americani si rivela sempre più un’arma a doppio taglio.