Un ex militante dei centri sociali: per dormire dovevo pagare 400 euro

Secondo una denuncia presentata in Procura da un ex militante dei centri sociali, per rimanere a dormire nella palazzina occupata dagli attivisti del Lab.Paz bisognava pagare 400 euro al mese o lavorare gratis per il gruppo. La magistratura ha aperto un fascicolo per violenza privata ed estorsione.

 Casa Madiba, centri sociali e la denuncia

Altra bufera sui centri sociali. Per ora si tratta solo di una denuncia presentata da uno degli ospiti di Casa Madiba palazzina dell’ex stabile dei vigili del fuoco, in via Dario Campana a Rimini, occupata dagli attivisti a fine 2013 per ospitare senzatetto e migranti, e sgomberata lo scorso maggio. Attualmente gli stessi attivisti sono presenti a Villa Ricci, una casa del Comune occupata il 23 maggio scorso da un gruppo di manifestanti. Ai fascicoli di indagine sulle occupazioni, inizialmente due, uno affidato al sostituto procuratore Davide Ercolani e l’altro al sostituto Elisa Milocco (poi riuniti sotto il procedimento principale di “Casa Madiba”) se n’è quindi aggiunto quello per Villa Ricci e quella della denuncia dell’ex ospite di “Casa Madiba”.

 Linguaggio tipico degli antifascisti militanti

L’antifascismo militante come credo politico dei centri sociali. E anche in questo caso il linguaggio ricorda quello dei “compagni” che militavano a sinistra negli anni Settanta nonché le loro tesi fantasiose. Ecco qualche passo di Casa Mediba: «Dal dopoguerra agli anni Ottanta, le organizzazioni neofasciste sono state sfruttate dallo Stato e dai diversi apparati di polizia per arrestare processi rivoluzionari; negli ultimi decenni i neofascisti si sono attivati contro i movimenti attivi per il cambiamento dal basso e le forze governative li hanno usati per restringere gli spazi di democrazia diretta e partecipata. Abbiamo discusso di questa dinamica storica a un interessante incontro “La strategia della tensione e le responsabilità neofasciste” promosso dal circolo Anpi “Brigata Corbari” con l’intervento dell’associazione bolognese “Ombre sulla Repubblica”. Questo “uso politico” dei gruppi neofascisti si sta dispiegando anche a Rimini. Non sono gruppi antisistema – come essi si autorappresentano – ma funzionali al mantenimento dello stato di cose presenti: su temi come disoccupazione, degrado, povertà, migrazioni cercano di creare consenso da buoni servi delle banche e delle Istituzioni sempre più antidemocratiche».