Ultimatum di Merkel e Hollande: «La Grecia accetti l’accordo entro domani»

26 Giu 2015 14:42 - di Niccolo Silvestri

È un tranquillo week-end di paura quello che si va profilando per i mercati, ma non solo. Il tempo a disposizione per arrivare ad un accordo tra Grecia, da un lato, e Unione Europea, Bce e Fmi (la cosiddetta Troika), dall’altro, è praticamente scaduto. Resta solo questo fine settimana. Ed il timing è da cardipalmo, anzi da ultimatum: Atene dovrebbe chiudere l’intesa entro sabato, farla approvare il giorno dopo dal Parlamento e consentire lunedì ai mercati di scavallare uno scenario da pre-insolvenza, le cui conseguenze sono oggi inimmaginabili.

 Il 30 giugno scade la rata di 1 mld e 600 mln che la Grecia deve al Fmi

Al momento, i tempi stringatissimi costituiscono l’unico punto che accomuna il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Su tutto il resto è buio profondo. Nel corso del vertice a tre (ai due capi di governo si è aggiunto il presidente francese François Hollande), Tsipras avrebbe definito «incomprensibile» l’impuntatura del Fmi – cui entro il 30 giugno Atene dovrebbe pagare la rata da un 1 miliardo e 600 milioni – nel chiedere l’adozione di misure ritenute particolarmente vessatorie per il popolo greco. Per tutta risposta, Germania e Francia lo hanno sollecitato a sottoscrivere l’accordo in cambio di aiuti finanziari.

Ma i problemi Tsipras li ha anche in patria

Ma il premier ellenico è preoccupato anche dalla tenuta della sua maggioranza. Il suo partito, Syriza, è tutt’altro che un monolite ed il drammatico acuirsi della crisi in uno con le pressioni in sede europea stanno facendo emergere posizioni inedite e nuovi esponenti. Spicca, tra questi, la presidente del parlamento ellenico, Zoi Konstantopoulou, contraria a qualsiasi cedimento alle ragioni della Troika. La Konstantopoulou guida il fronte degli intransigenti e solo due giorni fa ha minacciato di far prelevare il governatore della Banca di Grecia, Yannis Stournaras, affinché spieghi ai deputati perché abbia definito «probabile» l’uscita della Grecia dall’euro nel caso non si arrivi a chiudere l’accordo con i creditori. La situazione, insomma, pare stia sfuggendo al controllo. E, come si dice dopo interventi chirurgici particolarmente delicati, le prossime 48 ore saranno decisive.

 

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