Turchia, Erdogan perde la maggioranza assoluta dopo 13 anni

Terremoto  elettorale in Turchia: il partito islamico del presidente Recep Tayyip Erdogan (Akp) ha perso la maggioranza assoluta in Parlamento e il “sultano”, dopo 13 anni di potere ininterrotto, sarà costretto a formare un governo di coalizione e cercare alleati. Ma la notizia di questa tornata elettorale è il risultato dell’Obama curdo  Selahattin Demirtas, che ha portato il suo partito Hdp nato nel 2014 oltre la soglia di sbarramento del 10%, conquistando 78 deputati.  «Ci aspettavamo circa il 12% o 13% dei voti. Ed è andata come previsto. Siamo felici dei risultati», ha commentato a caldo Demirtas. Alla sua prima prova elettorale il partito di sinistra curdo ha ottenuto l’ingresso in Parlamento scompaginando l’equilibrio consolidato. Non viene esclusa l’ipotesi di un ritorno alle urne.

I numeri di Erdogan

Il partito islamico, che ha ottenuto il 40,80% (contro il 50 alle politiche del 2011), perde la maggioranza assoluta che aveva dal 2002 pur restando saldamente il primo partito in Turchia. Sfuma così il progetto di Erdogan di dare vita a una repubblica presidenziale per la quale si è molto speso in campagna elettorale (oltre trecento comizi) sperando di trasformare il voto in un referendum sulla sua persona chiedendo un consenso massiccio per il suo Akp. Il primo partito dell’opposizione il socialdemocratico Chp di Kemal Kilicdaroglu ottiene il 25,05% e 132 seggi, i nazionalisti del Mhp di Devlet Bahceli il 16,36% e 81 deputati. Il partito curdo Hdp  con il 13% dei voti ottiene 79 seggi. Ad Ankara si apre ora una delicata fase per la formazione di un nuovo governo. Il presidente Erdogan, si prevede in queste ore, dovrebbe incaricare una personalità  dell’Akp di cercare di formare il nuovo governo, ricercando una alleanza con i nazionalisti del Mhp. Prima del voto tutti i partiti di opposizione hanno escluso una possibile coalizione con l’Akp. Il dirigente del Chp a Istanbul Murat Katayalcin ha chiesto la scorsa notte che Erdogan dia l’incarico al leader del suo partito Kemal Kilicdaroglu.

La questione curda

Il partito di Erdogan ha perso consensi in particolar modo in Kurdistan, dove l’Hdp di Demirtas è riuscito ad attirare parte del voto conservatore che alle elezioni del 2011 era andato a Erdogan, e anche nelle regioni lungo il confine con la Siria, dove è forte il malcontento nei confronti perla politica aggressiva del presidente.

Crolla la lira turca

Una delle immediate conseguenze della nuova geografia politica della Turchia è il crollo della lira e della Borsa turca. Nelle prime fasi sui mercati la lira scende del 5% al record di 2,8020 sul dollaro, mentre l’indice principale della borsa di Istanbul ha aperto con un tonfo dell’8,2%.