Tunisia, fuga in massa dei turisti occidentali. Chiuse 80 moschee

L’attentato di Sousse è il peggiore della storia recente della Tunisia, la culla delle primavere arabe. L’effetto sarà devastante per il turismo tunisino, già colpito dall’attacco sferrato il 18 marzo da un commando contro il museo del Bardo e costato la vita a 21 turisti stranieri, tra cui quattro cittadini italiani, e a un agente della sicurezza tunisina. Il turismo rappresenta infatti il sette per cento del Pil tunisino e dà lavoro ad almeno 400mila persone, in modo diretto o indiretto. Ora i turisti sono in fuga dalla Tunisia ed è proprio per questo che i jihadisti attaccano gli hotel di lusso: perché questo tipo di attentati generano panico in tutto il mondo e tengono alta l’attenzione dei media, producendo un ritorno propagandistico notevole per i miliziani dell’Isis.

Uno degli autori della strage studiava ingegneria informatica

I media tunisini hanno intanto reso noto il profilo di uno degli autori della strage di Sousse, che era noto ai servizi segreti tunisini perché frequentava estremisti salafiti. Il 23enne Seifeddine Rezgui apparteneva al gruppo universitario della ‘Gioventù islamica’. Lo studente 23enne frequentava un master in ingegneria informatica. Rezgui, nato a Gaafour, nel governorato di Siliana, era stato segnalato in alcune moschee salafite gestite da estremisti islamici, ma la sua fedina penale era pulita e non aveva partecipato, come molti jihadisti, a campi di addestramento nella vicina Libia.  

Tunisia, l’esercito presidia hotel e luoghi turistici

Intanto l’esercito ha ‘blindato’ resort, alberghi e luoghi turistici in Tunisia. Il premier, Habib Essid, ha annunciato di aver richiamato i riservisti per garantire la sicurezza, ma migliaia di turisti stanno comunque lasciando il Paese: 2.500 britannici e 600 belgi sono  già partiti. E il tour operator britannico ‘Thomson Holidays’ ha cancellato tutti i viaggi in programma la prossima settimana in Tunisia. Le nuove misure anti-terrorismo entreranno in vigore il primo luglio e prevedono lo schieramento di soldati riservisti nei “siti sensibili e nei luoghi che possono essere obiettivo di attacchi terroristici”, ha annunciato il premier, dopo aver ordinato la chiusura di 80 moschee per incitamento all’estremismo islamico. Si tratta di un “piano eccezionale per assicurare una maggiore sicurezza nei luoghi turistici e archeologici”, ha aggiunto Essid.