La Treccani si schiera contro il Family Day. Triste sorte da Gentile a Bray

Un attacco irridente contro il popolo del Family Day, contro i cattolici e contro chi difende la famiglia e il matrimonio tra uomo e donna. Lo fa il sito ufficiale della Treccani, l’enciclopedia italiana, quella che un tempo era considerata la fonte insindacabile del sapere. Lo fa attraverso un giovane ricercatore universitario schierato apertamente nella sinistra radicale, Alessandro Casellato, che prende in giro i partecipanti al Family Day in un articolo che potrebbe tranquillamente apparire sul manifesto, sull’Unità o su Micromega. Con il pretesto del tono accademico, Casellato tratta come dei poveri babbei o, peggio, dei fanatici ignoranti, quanti sono andati a manifestare per difendere la famiglia. «Si leggono in questi giorni le notizie più inverosimili – scrive sulla home page della Treccani – relative all’applicazione della “ideologia del gender” nelle scuole italiane. I social network le producono e le distorcono continuamente. Il Family Day le ha rilanciate e in qualche modo legittimate. Si parla di bambini costretti dagli insegnanti ad auscultarsi, toccarsi i genitali, masturbarsi tra loro; a scambiarsi gli abiti e travestirsi». E invece quale sarebbe la verità? Casellato si guarda bene da spiegare il ddl Cirinnà, per il quale fa chiaramente il tifo. E, ancora, per mettere in ridicolo i manifestanti tira in ballo i temi che sono la sua materia di studi principale: comunismo e storia della Resistenza. Quindi cita come vittime dell’intolleranza e dell’ignoranza, indovinate chi? Ma i poveri comunisti, ovviamente. «Dopo ebrei, streghe e zingari – e prima di arrivare alla “lobby lgbt” – era toccato ai comunisti: accusati non solo di traviare i bambini, ma addirittura di mangiarseli», denuncia Casellato in questo spericolato parallelo.

Per la Treccani in piazza c’era gente ignorante

L’articolo della Treccani si guarda bene dal raccontare che, la leggenda aveva purtroppo un triste fondamento: i comunisti in diverse parti del mondo i bambini li hanno mangiati per davvero. Non per diletto, ma nel periodo delle grandi carestie provocate proprio da un’ideologia capace di portare solo miseria e distruzione. E gli orrori attuali della Corea del Nord, dove falce e martello campeggiano sulla bandiera nazionale, confermano che non si parla di storia, ma di cronaca. L’ultimo episodio (un padre costretto a sfamarsi con i corpi dei figli) è riportato dalla Rai ed è datato gennaio 2013. Ma per l’autore della Treccani è meglio mettere in ridicolo i beceri manifestanti del Family Day. E, con l’occasione, consigliare qualche lettura, come fa chi ritiene di detenere la verità davanti al volgo ignorante. Ecco quindi pronto il libro da suggerire agli incolti con indicazione finale al vetriolo. «Lo consigliamo come lettura alle Sentinelle in piedi, che si sentono chiamate a difendere i bambini e la famiglia». Noi invece consigliamo all’Istituto Treccani, lautamente sovvenzionato con soldi pubblici (nel 2014 ha avuto perdite per oltre 4 milioni di euro) e al suo direttore generale (l’ex ministro Massimo Braydi selezionare meglio i suoi collaboratori.