Torna l’Unità e si sceglie come leader non Renzi ma papa Bergoglio

Dopo un anno di assenza torna in edicola L’Unità, con un nuovo sito e un impercettibile cambiamento grafico: l’apostrofo verde nella testata bianca su fondo rosso. Un modo per richiamare il tricolore ma non troppo visibile. Il giornale è diretto da Erasmo De Angelis, 60 anni, già giornalista della Rai e del manifesto e la proprietà è della famiglia Pessina (il Pd ha una quota di minoranza). Il titolo di apertura del numero di esordio non si concentra sulla Grecia e il difficile momento del governo Tsipras ma sul disastro della sinistra romana: antimafia Capitale, per dire che a Roma ci sono tante associazioni di volontariato che raccontano la città non corrotta.

L’Unità, una campagna su Mafia Capitale contro la corruzione

Anzi la prima campagna dell’Unità sarà proprio per cacciare i corrotti (diciamo che si tratta di un appello che arriva quando la magistratura ha fatto sentire i suoi colpi) e si lega strettamente alle vicende interne del Pd: il crollo d’immagine del partito nella Capitale rischia infatti di ripercuotersi anche a livello periferico e battendo questo tasto il ritrovato giornale del Pd intende forse marcare la differenza: farsi strumento utile per una “base” disorientata e disincantata. I restanti titoli che troviamo in prima sono una concessione alle tendenze del momento cavalcate da una sinistra senza più radicamento sociale: il racconto entusiasta di un ragazzino che ha due papà e l’annuncio che il giornale pubblicherà a puntate l’enciclica del Papa. Fatica inutile visto che già Avvenire l’ha pubblicata per intero. Ma la scelta editoriale è un segnale “chiaro”: mettere le mani sul Papa che piace agli emarginati e “accarezza” i migranti, compiacendo il luogo comune che vuole Bergoglio esponente di una sinistra utopistica e ideale che da decenni non esiste più.