Terrorismo, la Francia impotente come l’Europa: «Dobbiamo rassegnarci…»

La Francia ripiomba nell’incubo jihadista a pochi mesi dalla strage di Charlie Hebdo e del supermercato ebraico, avvenuta il 7 gennaio scorso. Il governo di centrosinistra francese sembra invece in qualche modo rassegnarsi al terrorismo islamico: il Paese, infatti, deve imparare a convivere con la minaccia costante di attentati terroristici, azione di singoli come quello vicino a Lione o come le stragi di Parigi di gennaio. Ne sembra convinto il premier francese Manuel Valls: «È difficile per una società vivere per anni sotto la minaccia di un attacco. Ma ormai la domanda non è… se ci sarà un altro attacco, ma quando questo avverrà». Il presidente François Hollande, che quando è giunta la notizia si trovava alla riunione della Ue insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel, ha invitato un a «non cedere alla paura», qualsiasi cosa significhi esattamente. Come si ricorderà, venerdì scorso un terrorista islamico ha fatto irruzione in uno stabilimento di gas industriale cercando di causare l’esplosione dell’intero stabilimento ma facendo esplodere solo alcune bombole causando due feriti. Nello stesso stabilimento poi è stato trovato un imprenditore decapitato, e la testa infilzata su una picca, imprenditore -Herve Cornara –  che sarebbe il datore di lavoro del terrorista. Non è ancora chiaro se l’uomo sia stato assassinato e mutilato prima, dopo o idrante l’azione terrorista.

Le parole di Valls denunciano l’impotenza della Ue di fronte al fondamentalismo

La polizia di Lione ha fermato un uomo per l’attentato, Yassin Salhi, il quale però si rifiuta di rispondere alle domande. L’uomo è già conosciuto dalle forze dell’ordine per i suoi legami con ambienti scalfiti e radicali, ma in casa sua non sono stati trovati esplosivi né armi né altro materiale sospetto. La polizia ha sequestrato il computer e il telefono cellulare dell’uomo, nonché fermato la moglie, la sorella e un altro uomo per presunta complicità, ma è che il legame di queste persone con l’irruzione e la decapitazione non sono affatto chiari. Si sa però che l’arrestato era dipendente dell’imprenditore assassinato. Quello che comunque emerge – forse in maniera involontaria – dalle parole del premier Valls, è la sensazione di assoluta impotenza dell’intera Europa difronte alla minaccia dei terroristi islamici. Magari, anziché essere duri e spietati con la Grecia, la Ue lo potrebbe essere un po’ di più con i terroristi che ci minacciano tutti i giorni…