No Tav in “guerra” con la polizia: mazze, scudi ed esplosivi nei furgoni

Mazze, scudi, maschere antigas e fuochi d’artificio: è il materiale sequestrato dalle forze dell’ordine su un furgone del centro sociale Askatasuna, nel corso della protesta No Tav sfociata in incidenti fuori dal cantiere a Chiomonte. Quattro attivisti sono stati denunciati. Il sequestro comprende 15 artifizi pirotecnici, 20 fumogeni segnalatori, 10 fontane pirotecniche, scudi in plexiglas, 2 mazze da muratore, 15 maschere antigas con relativi filtri, indumenti e zaini di colore nero.

 No Tav, sempre la stessa storia tra mazze e comunicati

Il repertorio No Tav si ripete, sembra di assistere sempre alla stessa (tragica) commedia. Una commedia politica fatta di comunicati allucinanti, scontri con le forze dell’ordine, proteste e violenze. Un lungo corteo di circa 1200 persone ha violato l’ordinanza del prefetto di Torino e le prescrizioni del questore, ha invaso la Val di Susa e imboccato la strada provinciale 233 che conduce al cantiere dell’Alta Velocità. Sessanta persone vestite di nero si sono staccate e hanno provato a forzare le barriere. Lancio di pietre e petardi. E le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Il primo bilancio della Polizia è stato di quattro agenti feriti, due dei quali con ustioni alle gambe causate dal lancio di fuochi d’artificio. Nella giornata, diffusi i soliti volantini: «Nel solito linguaggio burocratico/militare –si legge su un comunicato degli attivisti – fioccano divieti e limitazioni con l’intento grammaticale (solo quello) di ribadire la libertà di circolazione in Valle di Susa, però chiaramente dove dicono loro».

Due dei denunciati sono ultrasessantenni

I quattro manifestanti denunciati psono tre valsusini (due attivisti storici del movimento No Tav e un esponente del Comitato popolare contro l’alta velocità di Bussoleno), e un antagonista torinese del centro sociale Askatasuna. I due attivisti storici, entrambi di 64 anni, devono rispondere di resistenza aggravata a pubblico ufficiale per avere tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine a difesa del cantiere di Chiomonte, dove si sta scavando il tunnel geognostico per l’alta velocità tra Italia e Francia. Gli altri due denunciati, invece, hanno entrambi precedenti per reati commessi in occasione di manifestazioni pubbliche e devono rispondere del possesso del materiale trovato e sequestrato dalle forze dell’ordine a bordo del furgone del centro Askatasuna. Si tratta di un valsusino di 34 anni e di un torinese di 39 anni.