A Tagliacozzo la via intitolata a Giorgio Almirante scatena l’ira dei soliti idioti

È guerra ideologica in Abruzzo contro una strada intitolata a Giorgio Almirante. A Tagliacozzo, comune in provincia dell’Aquila, è stata approvata una delibera presentata in Consiglio su iniziativa popolare. La petizione, firmata da oltre trecento cittadini, è solo una delle tante che in tutta Italia ha consentito di vedere ricordato lo storico segretario del Movimento sociale italiano. Nella petizione firmata dai cittadini di Tagliacozzo si legge che Almirante «è stato un importante protagonista, per oltre 70 anni, della vita politica italiana, aderente al partito fascista ma in grado, pur senza mai rinnegare il proprio passato, di rigenerarsi nel nuovo sistema repubblicano e di rispettare il parlamento e le regole della rinnovata democrazia, riuscendo a dimostrarsi un valido traghettatore del suo partito e dell’idea di nazione verso il nuovo corso dell’Italia». Se proprio una polemica c’è da fare, è sulla scelta toponomastica, visto che al leader della destra italiana del dopoguerra verrà intitolata una strada che non è all’altezza della sua popolarità. Si tratta, infatti, di una via periferica che collega via Delle Macchie, alle porte della città, con via Armando Lattaro.

Le iniziative per celebrare Giorgio Almirante

Vi sono già diversi comuni italiani dove vie, piazze e giardini hanno preso il nome del leader storico del Movimento sociale italiano. Il 21 maggio 2014, nel 26esimo anniversario della scomparsa, varie delegazioni del Comitato per il centenario della nascita di Giorgio Almirante, hanno consegnato ai 37 Comuni della Marsica una formale richiesta per l’intitolazione di una strada o una piazza a Giorgio Almirante con l’impegno di seguirne il relativo iter. Secondo il Comitato, con il Patrocinio della Fondazione Alleanza Nazionale, una via o una piazza per Almirante va istituita perché «venga riconosciuto, nel giudizio storico consolidato nel tempo, a prescindere dal colore politico, la grande opera di pacificazione nazionale da lui svolta alla pari di altri statisti (Pertini, Berlinguer, Saragat, ecc..) che, invece, hanno avuto ampi riconoscimenti: il tributo bipartisan a Giorgio Almirante, infatti è venuto subito, già alla sua scomparsa, da esponenti politici come Pajetta, presenti al suo funerale come del resto lo stesso Almirante era stato presente ai funerali di Berlinguer a sottolineare la reciproca stima e correttezza seppure da visioni politiche opposte».