Storace su Mafia Capitale: “Io, garantista, per molto meno mi dimisi”

Intervistato da “Il Corriere della Sera”, sulle oramai note vicende di Mafia Capitale, Francesco Storace da’ una lezione di politica e di stile a Ignazio Marino e al Pd che non vuole imporre un passo indietro al suo Sindaco, nonostante i coinvolgimenti del proprio partito.

Per Storace “Non tutti sono corrotti. Basta generalizzare”

Francesco Storace, Mafia capitale svela un sistema di potere molto diffuso, tutti i politici sono corrotti? «No, non tutti sono corrotti. I grillini in consiglio regionale sono corrotti? Non credo. Io non lo sono, e così molti altri. C’è un degrado pauroso, è vero, il potere è diventata l’unica missione della politica, i valori non contano nulla, siamo di fronte ad una situazione, diciamo così, marrone. Ma non sono tutti corrotti».

“Io mi dimisi e ho aspettato 7 anni per uscire pulito”, spiega Storace

Sembra pensare il contrario. «Dico che se vuoi davvero cambiare, devi dare segnali concreti. Mi fa ridere Renzi che teorizza che Zingaretti e Marino siano dei santi, e organizza questa specie di Circo Orfini…». Ma Zingaretti e Marino non sono indagati. «Guardi, io sono un garantista. Ma qui parliamo di politica, di chi governa. Mi aspetto che mercoledì i dirigenti coinvolti vengano, come dire? “ruotati”. Io mi dimisi, ho aspettato 7 anni per uscire pulito, e non ero parlamentare».

Zingaretti e i curiosi incontri con le opposizioni sulle commissioni di gare

Il governatore e il sindaco dovrebbero dimettersi? «Zingaretti dice: incontri ordinari, i dirigenti hanno chiarito tutto. Se non sapeva, e io tendo a crederlo, pecca di superficialità, se sapeva è grave. Le sembrano ordinari centinaia di incontri con l’opposizione per parlare di commissioni di gare? Non le pare “curiosa” questa “confezione” del rapporto con l’opposizione? Al posto di Zingaretti me ne preoccuperei. Perché li difende? Se difendi, stai rivendicando, politicamente, quello che è successo».