«Spiderman non deve essere gay». Ecco i paletti della Marvel a Hollywood

Su Wikileaks sono spuntate anche le corrispondenze private tra la casa di fumetti Marvel e la casa di produzione della Sony. Nel testo la Marvel, che vanta nella sua produzione Spiderman (noto al pubblico italiano anche come L’Uomo Ragno), detta le sue condizioni perché i film vengano realizzati. Nelle storie, l’alter ego di Spiderman, si deve chiamare Peter Parker, deve essere maschio, bianco caucasico, non fumatore, non deve fare abuso di alcol e non deve fare uso di droghe, non deve fare sesso prima dei 16 anni e non deve avere rapporti sessuali con minorenni. Ultimo punto: non deve essere omosessuale. La mail, pubblicata con grande clamore dai siti di gossip americani, ha mandato su tutte le furie le comunità lesbiche e omosessuali americane. Scatterà il boicottaggio e una campagna di stampa aggressiva nei confronti della Marvel. Non è da escludere.

Stan Lee: «Spiderman non deve cambiare»

Di sicuro, Stan Lee, geniale ideatore di tutto l’universo dei supereroi della Marvel (da I fantastici quattro a Capitan America, da Thor ad Iron Man) non è tipo da farsi condizionare facilmente. Interpellato sull’argomento ha spiegato: «Non mi sarebbe importato se Peter Parker fosse stato in origine nero, ispanico, indiano o quello che volete» ha replicato il guru Marvel in un’intervista. «Ma noi lo abbiamo creato bianco, quindi non vedo il motivo di cambiare le cose». Quanto alla recente controversia secondo cui la Marvel avrebbe intimato alla Sony di non cambiare la razza o la sessualità del personaggio: «Credo che nel mondo ci sia spazio per supereroi gay, ma anche qui non vedo perché cambiare la sessualità di un personaggio già affermato. Non ho alcun problema a creare nuovi supereroi omossesuali. La mia posizione non è in alcun modo anti-gay o any-nero. Personaggi ispanici dovrebbero restare tali, Pantera Nera non dovrebbe essere originario della Svizzera. È facilissimo creare nuovi personaggi, quindi perché cambiare i vecchi?».