Sondaggio: crolla la fiducia in Renzi, la sua stagione è già al tramonto

Il calo è netto: dal quel 61 per cento di fiducia che gli ha fatto credere di avere l’Italia tra le mani al 36%, più o meno i voti del Pd. Per Matteo Renzi non è un buon periodo, i consensi sono crollati, il suo governo non convince più. Dopo i fuochi d’artificio, la notte. Lo si era capito dalle rilevazioni pubblicate nelle ultime settimane e anche dai risultati dei ballottaggi. Ora i dati del sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera sono un conferma: la ricetta del centrosinistra fa acqua e il premier – pur continuando a invadere qualsiasi spazio televisivo – resta a galla con difficoltà, raggiunto dai leader dell’opposizione.

 Il sondaggio che dimostra il tramonto di Renzi

Le cifre di Nando Pagnoncelli non lasciano spazio a dubbi. Dal momento dell’insediamento a Palazzo Chigi a oggi, Matteo Renzi ha perso il 25 per cento dei giudizi positivi, quasi la metà. Ma forte è stato il calo in questi ultimi mesi, la discesa verticale si è infatti registrata dall’inizio dell’anno. Peggio di lui solo Laura Boldrini, che ora è al 33 per cento, “amata” solo dai militanti del centrosinistra e di scarsa presa sul resto dell’elettorato. È la presidente della Camera e di conseguenza dovrebbe rappresentare tutti. Evidentemente non è così.

 Salvini e la Meloni in crescita

Per quanto riguarda invece il gradimento dei leader politici va registrato l’ennesimo balzo in avanti di Matteo Salvini che, con il 36 per cento, agguanta proprio il presidente del Consiglio staccando Beppe Grillo (30%). Continua l’ascesa di Giorgia Meloni che passa al 29 per cento, a un passo dal leader dei Cinquestelle. Il dato però più significativo resta il consenso in caduta libera di Renzi. «Si è conclusa la luna di miele», scrive Pagnoncelli, «le aspettative dei cittadini non sono state, se non parzialmente, corrisposte. Ma oltre a questi aspetti, in qualche modo fisiologici, hanno pesato molto nelle ultime settimane una certa difficoltà di gestione (gli annunci di restromarcia sulla riforma della scuola poi rientrati, il ritiro del catasto ecc.) che sembrano indicare un certo affanno, sicuramente non coerente con l’immagine che il presidente del Consiglio cerca di dare di sé».