Siria, la martoriata Kobane strappata all’Isis dai curdi e dai raid alleati

La città alla frontiera turco-siriana Kobane, in Kurdistan, da tempo contesa tra forze curde e Stato islamico, è stata riconquistata nelle ultime ore dai curdi dell’Ypg, l’unità di protezione del popolo curdo, unità aiutata e appoggiata dall’Occidente. Kobane è in territorio siriano ma i turchi hanno schedato una lunga linea di carri armati a circa un chilometro di distanza, per evitare che l’Isis entri in Turchia da quella parte. L’esercito turco in ogni caso non è mai intervenuto negli scontri per la conquista della martoriata città, che contra circa cinquantamila abitanti ed è abitata da Curdi, Arabi, Turcomanni e Armeni. La via crucis di Kobane è iniziata nel luglio dell’anno scorso, quando l’Isis ha tentato di prenderne il controllo con le armi, tentativo reiterato nel settembre seguente, tentativi respinto dall’accanita resistenza curda, circostanza che è valso alla città il soprannome di Stalingrado del Medio Oriente.

Kobane è stata soprannominata la Stalingrado del Medio Oriente

Nell’ottobre dello scorso anno, però, l’Isis è giunto a conquistare, dopo un’accanita lotta casa per casa e strada per strada, l’80 per cento della città. Nel gennaio di quest’anno, i curdi, grazie anche ai raid aerei della coalizione internazionale contro l’Isis, avevano riconquistato Kobane. Ci sarebbero stati finora oltre duemila morti nella guerra e ceca 400mila profughi nella regione. Ma non era ancora finita per Kobane: nei giorni scorsi i miliziani dell’Isis la avevano attaccata e parzialmente riconquistata, facendo centinaia di vittime civili, ma proprio in queste ore i curdi gliel’hanno definitivamente strappata, anche s e pare che a sud della città gli scontri continuino incessanti, anche se l’Isis è in via di ritirata dopo la notizia che nelle prossime ore vi saranno dei raid aerei contro le postazioni dello Stato islamico. Le forze armate curde hanno anche fatto saltare con l’artiglieria una sede di Medici senza frontiere, occupata da giorni da terroristi con le bandiere nere, mentre sono in corso in tutta la città rastrellamenti per scovare eventuali jihadisti nascosti. A quanto pare, prima che l’Isis abbandonasse la città, avrebbe ucciso decine di donne e bambini.