Si è spenta Laura Antonelli, icona della commedia sexy con “Malizia”

Si è spenta a Ladispoli all’età di 74 anni l’attrice e icona della commedia sensuale italiana, Laura Antonelli. A trovarla senza vita nella sua casa di Ladispoli, dove da tempo si era ritirata, è stata la domestica al suo arrivo. Non è chiaro da quanto tempo l’attrice, nata a Pola, in Istria, era deceduta. Sul posto carabinieri e polizia. È stata proprio la badante a chiamare i soccorsi. Laura Antonaz, questo il suo vero nome, è stata una delle protagoniste del cinema italiano. Il successo per l’attrice era arrivato nel 1973 con il ruolo indimenticabile della sensuale cameriera di “Malizia” di Salvatore Samperi. Il film sbancò il botteghino e diventò un cult del genere, promuovendo la bella attrice a “icona sexy”. Per quel ruolo vinse il Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista e il Globo d’oro alla miglior attrice rivelazione, premio della stampa estera. In seguito alternerà film d’autore a pellicole più commerciali, sempre diretta da grandi registi. 

Laura Antonelli ha girato il suo primo film nel 1969, Le malizie di Venere, diretto nel 1969 da Massimo Dallamano e bloccato dalla censura. L’anno dopo ha ottenuto il primo successo, a fianco di Lando Buzzanca, nel Merlo maschio di Pasquale Festa Campanile. Dopo il trionfo di Malizia (sette miliardi d’incasso nel ’73, quando il biglietto del cinema costava mille lire), la bellezza prorompente, genuina e “antica” della Antonelli ha attratto prima Giuseppe Patroni Griffi, che la volle per La divina creatura (1975), e poi Luchino Visconti che le affidò  il ruolo della moglie di Giancarlo Giannini ne L’innocente (1976) da Gabriele D’Annunzio.

Ma l’attrice ha avuto miglior fortuna nelle commedie: da Sessomatto di Dino Risi a Mio Dio come sono caduta in basso di Luigi Comencini in cui faceva la parodia delle eroine dannunziane. La Antonelli ha recitato poi a fianco di Jean Paul Belmondo in Trappola per un lupo di Claude Chabrol, con Mauro Bolognini in Gran bollito, con Ettore Scola in Passione d’amore. Due volte si è cimentata con Moliere, nelle riduzioni farsesche del Malato immaginario e dell”Avaro, accanto ad Alberto Sordi. Si è vista anche in Rimini Rimini e nella ‘Venexiana‘ dove contendeva con successo a Monica Guerritore l’amore di un giovane sfruttando le armi, neanche a dirlo, della malizia. Negli ultimi anni ha scelto di vivere sempre più appartata. Tra le sue ultime apparizioni, due ruoli da protagonista in tv: negli Indifferenti di Bolognini, tratto da Alberto Moravia, e in Disperatamente Giuliadi Enrico Maria Salerno, trasmessi su Canale 5 nel 1988 e nel 1990.

La vita dell’attrice, nata a Pola nel 1941, all’origine insegnante di educazione fisica, è stata segnata dalla vicenda giudiziaria iniziata nel ’91, quando nella sua villa di Cerveteri furono trovate diverse dosi di cocaina. Un’odissea conclusa nove anni dopo con l’assoluzione della Antonelli, alla quale venne riconosciuto nel 2006 un risarcimento da parte dello Stato. Depressa per le conseguenze di un intervento di chirurgia estetica che le aveva deturpato il bel volto, alle prese con la solitudine dopo la fine di alcune storie d’amore, Laura Antonelli aveva cercato rifugio nella cocaina. Arrestata per traffico di sostanze stupefacenti, fu condannata in primo grado dal tribunale di Civitavecchia a tre anni e sei mesi di reclusione; nel marzo 2000, nove anni dopo, l’assoluzione da parte della Corte d’Appello di Roma. Per la vicenda, “condita” di particolari che la trasformarono in caso di interesse nazionale, l’attrice ha presentato anche ricorso alla corte europea di Strasburgo.