Al Senato governo battuto sulla scuola: «È iniziato il Vietnam»

Primi incidenti, per il governo, al Senato: in Commissione è stato battuto sul parere di costituzionalità alla riforma della scuola. Determinanti per la sconfitta sono stati l’assenza dei senatori centristi e il voto di Mario Mauro, il senatore di Gal la cui uscita dalla maggioranza, pochi giorni fa, era stata liquidata dal Pd come un fatto non significativo.

Chi c’era e chi non c’era

La votazione in commissione Affari costituzionali si è chiusa con un pareggio, dieci a dieci, che però  vale come sconfitta. A salvare la maggioranza non è bastato nemmeno l’intervento della presidente Anna Finocchiaro che, contrariamente alla prassi, ha votato. Significativa l’assenza dei centristi Gaetano Quagliariello, Andrea Augello e Salvatore Torrisi. Al gran completo, invece, i senatori Pd, mentre per l’esecutivo era presente il sottosegretario all’Istruzione Angela D’Onghia, che prima era proprio nei Popolari con Mauro.

Il voto sulla scuola? «L’inizio della fine»

«Da un punto di vista costituzionale la riforma della Buona scuola è scritta male, pertanto fermiamoci e riscriviamola meglio», ha detto Mauro. È stato poi Renato Brunetta a sottolineare che «per il governo è l’inizio della fine». «Avevamo detto a Renzi che sarebbe stato un Vietnam e lui ha ironizzato. Adesso il Vietnam lo sta vivendo. Benvenuto e auguri», ha concluso il capogruppo di Forza Italia alla Camera, mentre per la deputata cinquestelle Fabiana Dadone l’incidente dimostra che «dove il Pd non ha una maggioranza bulgara, fatica a portare a casa provvedimenti spinosi e non discussi con nessuno».