Scuola, la protesta continua: maturità in catene per i prof cagliaritani

Studenti e commissari in aula per la Maturità. Ma fuori è ancora protesta. I professori, quelli non impegnati nella prima prova di italiano, hanno voluto ribadire ancora una volta il loro no alla “Buona scuola” del Governo. A Cagliari con un’iniziativa clamorosa: i docenti, in rappresentanza di diversi istituti della città e del circondario, si sono incatenati davanti ai cancelli del liceo classico Dettori. Incatenati sì. Ma scatenati contro il premier Matteo Renzi proprio a poche ore (ma la protesta era stata programmata prima) dalle ultime esternazioni a “Porta a Porta” del capo del governo a proposito della riforma.

Dalla maturità alla “buona scuola”

La mobilitazione a Cagliari è cominciata intorno alle 8.30, subito dopo che i ragazzi hanno superato il colonnato e varcato l’ingresso della scuola di via Cugia alle spalle del Palazzo di Giustizia per scoprire, una volta seduti tra i banchi, il contenuto delle tracce. Davanti al Dettori una cinquantina di prof. Prima l’allestimento della scenografia. Con tanti cartelli appesi alle inferriate. E tanti no: no alla precarizzazione istituzionalizzata degli insegnanti, no alla scuola azienda, no alla scuola privata, no al preside sceriffo. E poi un pò di ironia, giusto per sdrammatizzare: “Torna a casa Renzie”. Poi sono spuntate le catene. «Siamo qui per difendere la scuola pubblica statale – ha spiegato Laura Parisi, docente di filosofia al Siotto di Cagliari impegnata nella protesta prima di prendere servizio a scuola per gli esami – gli insegnanti devono essere favoriti e messi in condizione di insegnare bene, non messi in competizione tra loro. Questa è aziendalizzazione. Anche i termini usati fanno riflettere: si parla di incentivi e rimborsi per i consumi culturali».

La rabbia dei professori

I prof erano molto arrabbiati. «Si sta chiudendo il cerchio – ha sottolineato Francu De Fabbis, insegnante di sostegno al Primo Levi di Quartu, reduce da altre azioni di protesta – questo è il colpo di grazia”. La manifestazione, organizzata dal coordinamento insegnanti Cagliari, è andata avanti per diverse ore. Docenti decisi. E rassegnati, più che arrabbiati, per le parole di ieri di Renzi al programma Rai di Bruno Vespa sullo slittamento delle assunzioni dei precari. «E cosa possiamo dire? – commenta qualcuno allargando le braccia – tutto faceva capire già da tempo che sarebbe andata così, ce lo aspettavamo». Una protesta di catene, striscioni e distribuzione di volantini. Quindi la richiesta: «Pretendiamo che il governo ascolti le proteste di tutti». Non è finita: la mobilitazione, promettono gli insegnanti, continuerà.